Valutino i cittadini se erano solo provocazioni…..

L'esponente del PPI commenta l'andamento del consiglio comunale dedicato all'approvazione del bilancio e la gestione della città

Riceviamo e pubblichiamo

Martedì 6 marzo, sei ore di Consiglio Comunale per l’approvazione del Bilancio Comunale a Busto Arsizio, ma forse non basterebbero sei giorni per commentare i contenuti. Io vorrei aggiungermi ai tanti che finora hanno detto la loro, per cercare di portare qualche elemento di valutazione in più che finora non mi pare sia emerso. La prima osservazione riguarda i ventotto ordini del giorno proposti dal Centrosinistra. Sottolineo Centrosinistra, perché qualcuno ogni tanto (ad arte) omette la prima parte della parola e lascia solo Sinistra. Nessuno di essi era banale e scontato; solo un paio erano volutamente provocatori. Qualcuno ha detto che si è voluto fare ostruzionismo: evidentemente è una considerazione di parte e superficiale. Tutte sono il frutto di un lavoro lungo e preciso, sintesi di suggerimenti di cittadini e di analisi politiche. Coerenza con quanto portato avanti finora, per la Commissione Famiglia, per le scuole inferiori, per la sicurezza stradale, per un’urbanistica a misura d’uomo, per la dignità nel lavoro, per la trasparenza nelle attività del Consiglio e per favorire la partecipazione, per la cultura, per la salute, l’ambiente e la prevenzione, per il sociale e per lo sport. Ognuna di esse avrebbe avuto, in una normale seduta di Consiglio, almeno un’ora di discussione. Il Presidente Speroni non ha lasciato nemmeno il tempo per la completa lettura, richiamandoci al limite dei dieci minuti per intervento, mentre di solito, il tempo della lettura non viene conteggiato. La verità è che quegli ordini del giorno mettevano in piena luce una montagna di problemi che questa Giunta preferirebbe fossero taciuti. Comunque un risultato l’abbiamo perfettamente centrato: dimostrare che, se si vuole, in una serata si possono discutere anche quaranta punti di Ordine del Giorno del Consiglio. Tanti infatti sono stati i punti che hanno dato luogo a votazione. Di conseguenza, se si volesse, nel giro di due o tre consigli si potrebbe azzerare l’arretrato di punti in discussione (24) e quindi, avere Consigli che trattino di argomenti di massima attualità. Uno dei punti fermi della nostra politica è di ridare dignità e qualità ai Consigli Comunali di questa città, oggi ridicolizzati da una concezione oscurantista della politica e del confronto democratico. Abbiamo anche provocato, sì, parlando di ridare il nome all’Aeroporto della Malpensa come era trent’anni fa, ovvero "Città di Busto Arsizio", o quando abbiamo chiesto di mettere cartelli multilingua nei punti di entrata della città, ma era solo provocazione? Ditelo voi.

Bottini di Forza Italia si è detto costretto a votare con noi: a costringerlo è stata la serietà e l’intelligenza delle nostre proposte, cose completamente mancate nelle risposte avute dal tavolo della Giunta. Del doposcuola "padano" si è già detto molto, io vorrei solo aggiungere una considerazione: la Lega ha fatto della destrutturazione e della dissacrazione del potere la propria forza quando era all’opposizione, ma ora persevera ridicolizzando addirittura la propria azione di governo, volendo attribuire un’etichetta di appartenenza a qualcosa che di tutto ha bisogno tranne che di etichettature. Un assessore afferma che leggi come quella del Piano Urbano del Traffico sono fatte per dare soldi "agli amici", un altro tira in ballo tempi e personaggi autarchici, nell’imbarazzante tentativo di bollare di demagogia un’iniziativa a favore delle famiglie e dimenticando che il suo schieramento sta applicando in pieno l’autarchia municipale. Un altro ancora nega che a Busto Arsizio possa esistere la fantasia, soprattutto quella di bambini e ragazzi che invece ci potrebbero stupire con i loro racconti.

Ma cosa c’entra tutto questo con un’approvazione di Bilancio? Tantissimo, perché un bilancio non è fatto solo da numeri, ma anche e soprattutto da progetti concreti e realizzabili, che non sono la mera acquisizione di strutture che poi non si sa come gestire e che richiedono ulteriori finanziamenti per ristrutturazioni e messe in opera. Si batte demagogicamente sulla grancassa dell’ICI al quattro per mille e sulla non applicazione dell’IRPEF comunale, quali fonti di risparmio per i cittadini. Siamo sicuri? Ad esempio, è giusto che i possessori di prima ed unica casa debbano pagare l’ICI, visto che finalmente anche lo Stato ne riconosce l’esenzione? E poi: quanto costa ai cittadini avere delle strade in uno stato pietoso come quello attuale nella città di Busto Arsizio? Un mio amico meccanico mi ha detto che effettua decine di riparazioni al mese per macchine che hanno avuto danni per aver preso buche in città; moltissimi cittadini non denunciano il fatto, chi lo fa, si trova di fronte a contestazioni di vario genere da parte dell’amministrazione civica e ben raramente riceve soddisfazione. Qualcuno cade con la bicicletta o col motorino, perfino alcuni incidenti sono stati innescati da questo stato delle strade. Allora, quanto risparmia realmente il cittadino di Busto Arsizio? Per rispondere farsi aiutare da medico e meccanico.

Ultime considerazioni. Ogni bilancio dovrebbe raggiungere un equilibrio tra i bisogni dei cittadini e le possibilità economiche. Quest’anno lo Stato ha fatto un regalo da 17 miliardi alla nostra città, che però non vengono utilizzati per soddisfare alcuno dei bisogni dei cittadini. Questa amministrazione ha più volte tacciato le precedenti di aver creato un contenzioso coi cittadini e per non essere da meno, ne sta creando uno con i proprietari dei terreni della zona della nuova Fiera. Il bello è che non si conosce nemmeno a quanto ammonti realmente il totale del contenzioso attuale.

Qualcuno ci dovrebbe spiegare con ben diverse argomentazioni cosa significhi saper amministrare.

Alessandro Berteotti
Consigliere comunale PPI

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 12 Marzo 2001
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