Malpensa: una discussione che non fa i conti con ambiente e territorio

Roberto Caielli, sindaco di Sesto Calende interviene sulla vicenda Alitalia

Riceviamo e pubblichiamo
Le recenti dichiarazioni di Alitalia sulla necessità di rivedere il ruolo di Malpensa nel sistema aeroportuale italiano hanno suscitato una valanga di commenti, per lo più polemici o negativi, raramente attenti al merito del problema sollevato e, finora, del tutto indifferenti alla vera questione che ne sta alla base: l’incompatibilità dell’aeroporto con l’ambiente e il territorio.

Ciò che infatti risulta oggi evidente a tutti è che non è sostenibile e compatibile con una visione civile ed equilibrata dell’ambiente la presenza di questo scalo con i volumi di traffico attuali e, a maggior ragione, con le ipotesi di espansione ulteriore disegnate dai suoi più entusiasti sostenitori.

E’ difficile e poco prudente avanzare interpretazioni certe delle dichiarazioni di Alitalia: esse potrebbero preludere alla presa d’atto che Malpensa non può sopportare tanto traffico (e ciò sarebbe per il territorio una nota di sano realismo) ma potrebbe indurre qualcuno a forzare ulteriormente le regole, con ulteriori spostamenti di voli su Malpensa. Questa seconda ipotesi andrebbe nella direzione opposta alle richieste dei Sindaci e delle forze politiche (centro sinistra) che hanno sottoscritto il patto per il territorio, che prevede la ridistribuzione del traffico sugli aeroporti del nord.

Stupisce che nessuna delle reazioni lette sui giornali tenga conto di questo elemento: ancora una volta Malpensa viene vista solo come affare economico e non come problema ambientale. Sarebbe bene invece ricordarlo, sia alla stampa (che ne parla solo nelle pagine economiche) che ai governanti, a partire dal Presidente della Regione che pure qualche impegno con i Sindaci e le loro richieste lo aveva preso.

Quanto poi agli aspetti puramente economici giova ricordare come sia tutto da affrontare e da risolvere il nodo della privatizzazione di SEA. Il gestore aeroportuale infatti, a differenza di Alitalia, ha sicuramente tratto enormi profitti dopo l’apertura di Malpensa ed ha visto crescere notevolmente la propria valutazione.

Ci si domanda se sia giusto che questa ricchezza finisca per beneficiare solo il Comune di Milano e non vada invece a vantaggio dei territori e delle popolazioni che hanno pagato sul piano ambientale l’espansione dello scalo.

E poi se sia accettabile che il territorio, i Comuni, la Provincia non abbiano voce in capitolo sulle decisioni gestionali e sugli assetti futuri della società di gestione aeroportuale.

Sono domande più importanti di quelle sulle scelte di Alitalia, solo che in questo caso spetta alla politica e a chi governa dare una risposta chiara e giusta.

Roberto Caielli
Sindaco di Sesto Calende

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Pubblicato il 25 Maggio 2001
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