Una presa in Giro
Il consigliere comunale non condivide la politica dell'amministrazione in previsione del Giro d'Italia
| A Busto Arsizio tutti oggi si chiedono come mai il Giro d’Italia non sia passato prima: infatti il Giro manca da alcuni anni, 16 se non andiamo errati. La domanda non viene posta esclusivamente a fini sportivi, ma visto il restauro di alcune delle martoriate strade della nostra città, quelle sulle quali passerà la carovana dei corridori, la questione diventa di sostanza. Corso Italia, Viale Diaz, Viale Duca d’Aosta, Viale Lombardia solo per dire alcune di queste vie, sono diventate dei panni da biliardo. Il Comune ha addirittura “inventato” un assessore per questo Giro, che sembra ormai essere più un’autocelebrazione di questa Giunta che la partecipazione ad un evento sportivo internazionale. L’intento è chiaro: fare bella figura, mostrare il volto di una Busto Arsizio bella, moderna, efficiente. Molto bene, saremmo d’accordo. Peccato che questa sia solo l’apparenza; per chi abita qui si apre invece un penoso confronto tra le strade sistemate e quelle “groviera”, che sono e rimarranno di gran lunga la maggioranza. Vi sono interi quartieri che mostrano vie e piazze che sembrano essere state ammorbate dal vaiolo, con buche che ormai sono autentici crateri. Non basta più buttare qualche badilata di catrame: alla prossima pioggia la buca ritorna, come in un film dell’orrore. Chi ha osservato il lavoro fatto sulle vie principali, avrà notato come si sia dovuto prima asportare uno strato di asfalto preesistente e poi riasfaltare. E’ ovvio che questo procedimento è costoso, sicuramente più del cosiddetto “tappetino” di asfalto da due centimetri, ma è l’unica cura possibile a strade che ormai sembrano più lunari che bustocche. A rendere ancora più tristi queste riflessioni sono anche altre due considerazioni: la prima, che così facendo si rende ancora più visibile la differenza fra una strada sistemata a regola d’arte e quelle dove le buche regnano incontrastate; la seconda, che vi sono un lungo elenco di vie, quartieri interi, che da tempo chiedono di avere le strade rimesse in condizioni meno precarie, ma restano istanze che l’Amministrazione comunale continua ad ignorare. Il Giro passa, la buca resta. Iniziata questa operazione si dovrà rifare l’intera rete viaria di Busto Arsizio, pari a oltre 250 chilometri, perché non esistano discriminazioni tra le varie zone di Busto Arsizio. Cosa potranno fare i cittadini? Forse semplicemente ricordarsi di tutto questo tra qualche mese, quando potranno tornare a dire il loro parere alle elezioni amministrative della prossima primavera, perché in questi anni è mancata la volontà di risolvere il problema, fallendo il programma di manutenzione stradale ed incanalando le risorse economiche verso altri indirizzi, meno concreti ma più di effetto e celebrativi dello stato delle strade. |
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