«Ai ragazzi servono spazi, costruiamoli insieme», a Varese 400 persone sfidano il freddo alla Marcia per la pace
Focus della giornata: i giovani e i luoghi per stare insieme dopo la notizia del video rap girato in Via Milano. «Dove devono trovarsi i ragazzi se non in strada? Che spazi hanno? Proviamo a costruirli, insieme»
Sono stati il sindaco Davide Galimberti e il prevosto, monsignor Gabriele Gioia ad accogliere davanti alla Stazione Fs le oltre 400 persone che hanno sfidato il freddo pungente per partecipare alla quarta edizione della Marcia per la pace di Varese.
Prima di dare vita al corteo si è lasciato spazio adalcune testimonianze di pace: quella dell’Arsenale della Pace di Torino gestita da Sermig, e i pensieri di pace in arabo e italiano dei ragazzi di Happiness – oratorio San Vittore – introdotti dall’educatore Filippo Maroni.
«Due giorni fa alle 18, qui vicino, in via Como, ragazzini per lo più stranieri hanno bloccato la strada con un van, senza permessi. Alcuni – spiega Maroni – frequentano Happiness e uno mi ha spiegato che stavano cercando di seguire il video di un amico rapper. Sui social c’è chi ha invocato il carcere o peggio. C’è la tentazione di far sparire la spazzatura umana. Noi gli spiegheremo le regole e come rispettarle, ma gli chiederemo anche di questo amico rapper, lo inviteremo. Ma dove devono trovarsi i ragazzi se non in strada? Che spazi hanno? Proviamo a costruirli, insieme. Happiness non lascia indietro nessuno, anche chi abita gli spazi più in ombra della città. Questo è il nostro modo di costruire la pace».
In piazza Monte Grappa la testimonianza e gli appelli di pace di un volontario di Emergency e di un’attivista di Mean. Assenti invece le due donne di Parent Circle, una israeliana e l’altra palestinese, che avrebbero dovuto portare la loro esperienza, ma non hanno potuto lasciare il Medio Oriente a causa dell’evoluzione della guerra che è ancora in corso, nonostante la pace annunciata mesi fa.

Con il sindaco il consigliere regionale Samuele Astuti e a guidare la manifestazione Matteo Acchini, del Tavolo socio politico della zona di Varese, promotore dell’iniziativa assieme a Azione cattolica, Caritas, Scout e Acli Varese, Voce ecumenica, Religion forse piace e con il patrocinio del Comune di Varese.
In corteo tanti ragazzi, scout, famiglie e anche qualche attivista del Comitato varesino per la Palestina che dalle 17:00 alle 17:15, come ogni sabato al Garibaldino, ha fatto rumore per ricordare il genocidio in corso nella striscia di Gaza.
La Marcia per la pace invece si è conclusa prima, alle 16.30, in piazza San Vittore con i pensieri dei bambini che hanno realizzato un arcobaleno davanti all’altare della Basilica e con la preghiera interreligiosa per la pace, animata da diverse confessioni religiose: Islam, Induismo, Buddismo Soka Gakkai, Dai Saku Ikeda, Bahá’í, Cristianesimo, Animismo (Qui la preghiera condivisa).

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