I tedeschi tradiscono il Verbano

Gli albergatori puntano l'indice contro la mancanza di promozione. Ma é cambiata anche la tipologia: impazza il mordi e fuggi

L’estate sul Lago Maggiore varesino non sta andando bene come gli altri anni. Calano i turisti, soprattutto quelli stranieri – in particolare i tedeschi -, aumenta la concorrenza, i last minute, il turismo mordi e fuggi, e in questo quadro di maggiore dinamicità, il turismo del Varesotto rimane legato al buon vento, cioé al sole, mentre l’offerta di iniziative, cultura, divertimenti é decisamente pallida. E gli albergatori storcono il naso, ricordano un gran parlare di costa fiorita, di provincia turistica, ma nei fatti, al botteghino, la realtà é quella di una costa senza marketing, con poche infrastrutture e senza mentalità ricettiva.

Bisogna fare un viaggio sulle strade a ridosso dell’acqua blu del lago, tra i monti e le barche a vela sullo sfondo, per avere il polso della situazione. Si parte da Maccagno, località di 2000 abitanti circa, a ridosso del confine di Zenna, meta preferita di tedeschi, olandesi e svizzeri tedeschi. Da qualche anno piccolo paradiso dei surfisti, grazie al tratto di lago ventilato, uno dei migliori per gli appassionati. Maccagno offre una grande offerta di case in affitto soprattutto per tedeschi. Il comune, tra l’altro, conta circa 120 residenti della Germania, mentre sono almeno altri 70 gli olandesi.  Fuori da questo mercato locativo, che procede per un binario proprio, ci sono quattro alberghi e due campeggi. Uno dei tre stelle tra i più rinomati é il "Torre Imperiale". Il giudizio sulla stagione è secco. "Siamo in calo di presenze – spiegano – circa un trenta per cento in meno. I tedeschi hanno disertato. L’ultimo week-end prima di ferragosto ci siamo trovati con quattro camera libere, non era mai capitato negli ultimi anni. La verità é che manca un’offerta seria, non ci sono cinema, non ci sono campi da tennis, pochi locali. Siamo legati solo al tempo. E ormai i turisti fanno un mordi e fuggi, due giorni e poi vanno via".

Anche i proprietari di un altro albergo, l’Italia, non si discostano da questa analisi. "Oggi siamo esauriti, ma la stagione non é stata un granché, ci aspettavamo di più. Per noi c’é stato un venti per cento di presenze in meno. Stanno sparendo i tedeschi, mentre arriva qualche francese e olandese in più, ma non si oltre le tre notti, e se fa brutto per più giorni le presenze si diradano".

Si scende lungo la costa, passando attraverso le gallerie della stada statale, fino a giungere a Luino, la perla del Maggiore, culla del turismo. Il bilancio di pre-ferragosto, qui, é altalenante. Lavora bene l’Albergo "Internazionale", un tre stelle che, con le sue quaranta camere, é il più grande della cittadina. "c’è movimento, turisti francesi, olandesi, tedeschi. Ecco, questi ultimi sono però un po’ di meno. Preferiscono le case in affitto. Rispetto agli anni scorsi, tuttavia, é evidente che ormai si tratta di turismo mordi e fuggi". Chi invece proprio non ha nulla di buono da dire sono i gestori del "Pineta Alta", fuori Luino. "Siamo in calo, senz’altro, é evidente a tutti".

Scendendo ancora, dopo altre gallerie, dopo le spiaggette di Caldé assaltate dai ragazzi, a Laveno, che prepara la grande abbuffata di ferragosto, la dipartita dei tedeschi si trasforma in un vero e proprio atto d’accusa. "C’é molto meno lavoro – dicono all’Albergo "Porticciolo" – ma é ovvio che sia così, il lago Maggiore, da questa parte, non fa nulla per interessare i turisti. Hanno dormito troppo in questi anni. I tedeschi amano i laghi e si spostano volentieri, se non vengono ci sarà un motivo". E il turismo abbandonato, dimenticato, sottovalutato, ritorna come un sottofondo in molto esercenti lavenesi. L’Albergo "Moderno", a due passi dall’imbarcadero, questa settimana fa il tutto esaurito. "Ma l’anno scorso era più semplice riempire l’albergo – spiega -, sì, é vero, lo stiamo notando tutti, sono diminuiti soprattutto i tedeschi, che sono il grosso del nostro mercato. il motivo? Non lo so, di sicuro non c’é nessuna promozione".

Il malcontento é palpabile. Andiamo avanti, a Leggiuno, all’Albergo "Riva". "Un bilancio un po’ magro – é il prevedibile commento – perdiamo colpi rispetto agli altri anni. Prima avevamo clienti che facevano anche tre settimane, oggi no. Per noi il mercato sono i tedeschi, specie nel fine settimana".

A Ranco finalmente una voce in controtendenza. "Luglio é andato bene come gli altri anni" fanno notare al l’Hotel "Conca Azzurra", un complesso moderno a due passi dall’acqua. Ma c’é un perché: l’effetto Malpensa. "Abbiamo lavoratori con turisti business, che in tutto il mese sono stati la maggior parte". Cambiano quindi le facce: molti americani e poi i soliti anziani venuti a cercare pace e tranquillità. 

Il bilancio più duro e impietoso lo traccia il dottor Perego, direttore dell’Hotel "Le Terrazze" di Ispra. "Sono due anni mezzo che mi occupo di questo albergo. La verità é che lavorare in provincia di Varese é penalizzante. Le spiegge sono curate male, le amministrazioni non ci aiutano; anzi, i costi di Ici, acqua, spazzatura sono i più alti. Sulla sponda piemontese é un altro mondo, a Como, dove gestiamo un altro albergo, anche. Qui si lavora ormai poco. A Ispra gli alberghi vengono trasformati in case di riposo. Insomma, così non va proprio".

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Pubblicato il 13 Agosto 2001
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