Appena venerdì scorso alcuni genitori si sono ritrovati a discutere delle
mense scolastiche a Varese. Costo, qualità del servizio, ma anche aspetti
educativi sono stati gli elementi del dibattito. La lettera che pubblichiamo
ci dà un altro angolo di lettura che va molto al di là delle tante teorizzazioni
che a volte si fanno.
Caro direttore di Varesenews,
mi accingo a scrivere questa lettera con una sola,
piccola speranza: far conoscere a più persone
possibili una paradossale esperienza in cui mi trovo
tutti i giorni da due mesi a questa parte.
Svolgo infatti servizio di assistenza ad un bambino
handicappato presso la mensa di una scuola del Comune
di Varese. In pratica devo aiutarlo a mangiare perché
non è autosufficiente.
La mensa offre un pasto completo ai bambini che, come
quello che seguo io, si fermano al dopo-scuola o hanno
il cosiddetto “rientro” scolastico. Nel complesso la
qualità del cibo è sufficiente e non è questo a
giustificare un fisiologico accumulo di residui. Per
la maggior parte si tratta di pietanze lasciate nei
piatti dai bambini mentre il resto è costituito dagli
alimenti avanzati nelle teglie e dal pane e dalla
frutta non consumata. Una parte di questi ultimi
vengono messi da parte per la merenda del dopo-scuola,
ma il resto, ed è tanto, viene gettato via.
Normale!, Si potrebbe pensare! Forse lo è immaginando
quanto descritto ma assicuro il lettore che vedere
l’enorme quantità di cibo gettato via non è
assolutamente piacevole soprattutto in un’agenzia
educativa primaria come la scuola elementare.
L’insegnamento dei bambini della comunicazione e
dell’autonomia passa non solo attraverso l’algebra e
l’educazione all’immagine, la geometria e l’educazione
motoria, ma anche per mezzo dell’educazione al senso
civico. Buttare via cibo fresco, e non, è un atto
assolutamente illogico, che caratterizza una società
disorganizzata e inefficiente. Frutta e pane
potrebbero essere portate alle vicine mense dei
poveri, mentre i canili o le fattorie avrebbero cibo
tutti i giorni per gli animali.
La razionalizzata gestione dei residui è sinonimo di
società sviluppata, che in modo intelligente è
proiettata verso un futuro sostenibile e che mette
l'umanità al centro degli interessi collettivi ed
individuali.
Davide Bossi
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