Urbanistica: spuntano undici “moschettieri”

Una nuova lettera firmata dai dipendenti chiede di non toccare i vertici dell'Area. «Il clima - dicono - è tornato sereno».

Giù le mani dai vertici dell’Urbanistica. Per quale ragione? Semplice: perché "uno stravolgimento dell’attuale assetto dell’Area inciderebbe negativamente sull’equilibrio e sulla gestione del delicato settore". E chi chiede di lasciare tutto immodificato? Niente meno che i dipendenti dell’Urbanistica, non gli stessi che due anni fa sollevarono la bufera che ha fatto traballare qualche poltrona di Palazzo Estense, ma undici solerti lavoratori che hanno preso carta e penna e hanno scritto al sindaco Fumagalli, ai consiglieri comunali del Comune di Varese, al segretario generale, al Dirigente dell’Area II Risorse Umane, alla Rsu del Comune e al prefetto della Provincia. Lo scopo è quello, a due anni di distanza, di fare il punto sulla situazione all’Urbanistica, situazione, a quanto pare, radicalmente mutata rispetto a quando un manipolo di dipendenti lamentavano di essere vessati dai vertici dell’Area. Oggi la situazione è cambiata: chi protestava se ne è andato e tutto funziona perfettamente.  
IL lavoro della commissione speciale è stato tempo perso? Evidentemente si per questi undici impiegati. Sarà per questo che le disposizioni decise da quella due giorni di consiglio a porte chiuse sono finora disattese. 
Gli undici lamentano pure il ruolo non consono della stampa e si dicono "più che sgomenti da quanto riportato sui mezzi di informazione". Per lasciarli tranquilli non aggiungiamo altro se non la loro lettera e una serie di link che ricostruiscono l’intera vicenda.
 

«In data 26 ottobre u.s. e nei giorni successivi sono state divulgate su alcuni mezzi di informazione notizie dettagliate inerenti le sedute consiliari "a porte chiuse" relative alla relazione della " commissione speciale d’inchiesta", istituita al fine di verificare lo stato del "malessere interno all’Area denominata "urbanistica"; il tutto sembra essere scaturito da una lettera di "malcontento" sottoscritta nel 1999 da alcuni dipendenti dell’ex Area IX "Assetto del territorio", da tempo nettamente suddivisa in area IX "Urbanistica" e Area XII "Edilizia Privata".
Premesso che i "malesseri comportamentali" –  lamentati in forma epistolare – ove effettivamente sussistenti – avrebbero dovuto trovare una "discreta"  composizione e risoluzione in ambito del C.C.N.L. (Sindacati, Giudice del Lavoro o quant’altro di competenza), si ritiene di dover sottolineare innanzitutto che tra le data della precisata lettera e quella delle sedute del consiglio comunale, sono trascorsi oltre due anni e pertanto gli originari sottoscrittori oggi operanti nell’Area
XII sono oramai pochissimi – oltre a quelli che, in seguito, hanno riconosciuto di aver sottoscritto la stessa in modo avventato.
In tale periodo temporale si è assistito infatti ad una organizzazione degli uffici mediante anche l’assunzione di nuovo personale, e tutti abbiamo quotidianamente operato in piena armonia con l’attuale Dirigente per il progressivo miglioramento del servizio pubblico, nel solo interesse dell’utenza, il cui grado di soddisfazione costituisce il "termometro" dell’efficienza di una Amministrazione che operi secondo criteri di correttezza e di imparzialità. D’altra parte è noto a tutti che l’Edilizia privata non è un’isola a sé, ma risulta inserita nell’ambito di una struttura amministrativa complessa ed articolata, da cui dipende e cui deve necessariamente rapportarsi. Ciò malgrado chi scrive e opera all’interno dell’Area in questione è rimasto più che sgomento da quanto riportato dai precedenti mezzi di informazione in merito alle direttive dettate dal Consiglio comunale e dalla Commissione speciale d’inchiesta, perché non rispecchia affatto l’attuale situazione interna all’Area, in cui non si rileva alcun elemento di malcontento e di malessere generalizzato.
Non solo: tali affermazioni pubbliche e tali orientamenti politici, così biecamente strumentalizzati, gettano discredito sull’impegno e sull’operato non solo del vertice apicale dell’Area, di cui si nutre piena stima, ma di tutto il personale ivi impiegato che collabora quotidianamente nell’attuazione degli obiettivi assegnati. Inoltre, tali affermazioni pubbliche e tali orientamenti politici altro non fanno che ostacolare il rapporto di fiducia e trasparente collaborazione che si è creato tra utenza e dipendenti dell’Amministrazione comunale, controvertendo a quello che dovrebbe essere il principio del buon andamento dell’azione amministrativa.
In conclusione, pare utile sottolineare che lo stravolgimento dell’attuale assetto apicale dell’Area andrebbe ad incidere negativamente sull’equilibrio organizzativo e gestionale gradatamente e faticosamente raggiunto con il coinvolgimento del personale arrecando, sicuramente, danno anche all’utenza cittadina».

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Pubblicato il 03 Dicembre 2001
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