Il Cinghiale di Orino torna a casa dopo le vittorie in Cina e Turchia. E adesso tocca alla Danimarca
L’atleta di 24 anni, che si è allenato sulle salite della Valcuvia, incontra i suoi sostenitori iscritti al fan club a lui dedicato
Lo cospargono di pacche sulle spalle, lui ricambia con sorrisi i suoi fan che l’hanno festeggiato nel circolo del paese: primo fra tutti papà Loris che, da piccolo, ogni santo martedì lo teneva sott’occhio dall’ammiraglia della “Orinese”, sulla via San Lorenzo giù sin allo stop del cimitero, e poi a fare le ripetute verso Azzio e ancora sul Salitone. Al caldo. Al freddo. E terra e polvere che tira vento, e poi magari piove, proprio come nelle canzoni dei grandi, ché il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette.
Lui soffriva e già allora sorrideva, come ogni bambino che vuole mettercela tutta. E al posto della maglia numero sette oggi veste i colori di una squadra ciclistica di professionisti, la MBH Bank.
Oggi Christian Bagatin è un giovane uomo e quasi non crede al sogno che si è avverato: andare a vincere in Turchia, poi, qualche giorno fa, in Cina, da dove è rientrato proprio oggi. E sempre oggi, lunedì, ha trovato la sorpresa di un fan club che lo celebra.
Fa nulla se il nome è un po’ grezzo, “Il Cinghiale di Orino”, che a dirla tutta da queste parti è una carezza e un complimento, sinonimo di forza, costanza, sudore, fatica e pelle dura. Anche se, a vederlo così longilineo, con gli short che coprono i quadricipiti, sembra uno dei tanti ragazzi del paese.

Invece i muscoli ci sono. E quel sudore è stato versato ed è servito. Un esempio per tanti coetanei e per i più giovani, che possono farcela. Un modello.
«Ma ti scoccia questo soprannome, “Il Cinghiale”?»
«Ma figurati, è un po’ il mio stile, dai», spiega Christian poco dopo le 18, quando il circolo del paese si riempie.
Ci sono il presidente del circolo ed ex sindaco Dario Clivio, il sindaco in carica Federico Raos, i gestori del circolo, Stefania e Andrea, e tutto il paese a bersi uno spritz e a mangiare due patatine.
Il bersò è circondato da fotografie in formato gigantografia proprio del Cinghiale. Una tessera via l’altra per diventare soci del fan club, con maglietta e dedica.
«È la mia gente».
Prossima sfida?
«Tra qualche giorno riparto. C’è il Giro di Danimarca».
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