Io, semplice cittadino elettore, vi chiedo…
Lettera al direttore sulle elezioni amministrative per il centrosinistra
Ho seguito con attenzione il dibattito che si è sviluppato durante questi mesi sulle pagine di Varese News in merito alla scelta del candidato sindaco del centrosinistra per le prossime elezioni comunali di Varese.
E’ stato in particolare leggendo la lettera aperta di un gruppo di elettori ulivisti, e la successiva risposta da parte di un lettore, che mi sono sentito stimolato a proporre una riflessione personale su questa vicenda.
Io non so, in questo momento, a che punto sia arrivata la diatriba scoppiata nel centrosinistra in seguito alla proposta avanzata da Fassa, ma il silenzio degli ultimi giorni mi porta a pensare che siamo giunti al momento delle scelte finali.
Approfitto dunque di questo momento di calma apparente per porre alcuni interrogativi, assumendo il punto di vista e lo stato d’animo del cittadino elettore che il prossimo 26 maggio sarà chiamato ad esprimersi con il proprio voto.
1. Agli esponenti locali della Margherita, ai quali mi sembra stia a cuore il primato dei partiti più che quello della politica, vorrei chiedere se l’azione di isolamento messa in atto nei confronti di Fassa (personalità che indubbiamente ruba la scena ad altri) vale il prezzo che Varese potrà essere costretta a pagare consegnando la città ad altri cinque anni di governo della destra.
2. A Raimondo Fassa voglio chiedere se la sua proposta è realmente così rigida nei confronti dei partiti per quanto riguarda la formazione delle liste elettorali. Vorrei che spiegasse meglio l’importanza della proposta della lista unica cittadina per verificare se esista o meno lo spazio per un compromesso con partiti che hanno un’esigenza così pressante di contarsi.
3. All’Ulivo vorrei domandare se esiste ancora e cosa rappresenta, visto che viene riempito o svuotato di valori e contenuti secondo le esigenze dei partiti che lo compongono. Il problema è che non so a chi recapitare la busta. Mi domando se a questo punto, e non mi limito a ragionare solo su Varese, non sia meglio porre fine a questa lunga agonia e lasciare che l’Ulivo muoia definitivamente: solo così si riuscirà forse a sviluppare un soggetto politico nuovo, che rappresenti realmente uno spazio condiviso da tutti coloro che si riconoscono nei valori del centrosinistra e che garantisca gli spazi per la crescita di una nuova classe dirigente.
4. Ai Democratici di Sinistra, un partito che per fortuna è ancora fatto di persone, chiedo di manifestare solidarietà a chi, magari sbagliando e comunque in buona fede, ha lavorato in questi mesi per costruire una concreta alternativa di governo per Varese. Personalmente non credo sia utile a nessuno sfruttare la situazione attuale per evidenziare un dissenso interno che, sebbene sia assolutamente legittimo nella vita del partito, non propone alternative concrete.
5. Alla cosiddetta Società Civile, della quale mi sento a pieno titolo di far parte, vorrei ricordare che l’appello di Fassa era ed è rivolto anche nei suoi confronti. Non credo sia corretto delegare sempre ad altri la fatica dell’impegno politico attivo, riservandosi comunque il diritto di criticare a posteriori le scelte che questa fatica produce.
A tutti vorrei infine ricordare che “la morte e il delirio della democrazia” sono rappresentati dalla destra che ci governa e che le beghe da cortile del centrosinistra a confronto sono ben piccola cosa.
Chiudo con un ringraziamento a Varese News, la cui presenza garantisce uno spazio informativo alternativo ai quotidiani locali storici ed ha consentito, sui temi sopra esposti, un dibattito aperto a tutti.
Natalino Bianchi
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