Lista Buffoni: «Siamo prima repubblica, che male c’è?»
Viaggio nella lista di opposizione che fa l'occhiolino alla Casa della libertà
Mettiamola così: a loro il maggioritario non piace. I quattro consiglieri della lista Andrea Buffoni (foto) sono sotto i riflettori per la votazione di lunedì sera sulla 336. Marco Masci, consigliere della lista civica «socialista e craxiano da quando avevo 17 anni», ha deciso di votare a favore del provvedimento di maggioranza, che altrimenti non avrebbe avuto il numero legale. Per chi ha scelto di votare il gruppo di Andrea Buffoni nel maggio 2001 forse non sarà un dramma: già in campagna elettorale il gruppo si dichiarò vicino alla Casa delle libertà. La maggioranza ha sempre solidamente ignorato le profferte di collaborazione dei quattro consiglieri della lista civica. Almeno fino ad oggi. Masci la spiega così: «Il documento di maggioranza conteneva alcuni elementi convincenti, ma la formula sui supermercati non ci soddisfaceva. Quando il sindaco ha presentato l’emendamento sul divieto ai supermercati mi sono convinto». Nessun accordo? «No – assicura Masci – altrimenti non avrei atteso le due di notte per dare la mia disponibilità». Ma c’è di più. Il voto di Masci, un voto targato Nuovo Psi, di rito De Michelis, è stato anche un «segnale anti-guerriglia» verso la maggioranza. Avrà toccato i cuori di Mucci, Caianiello e compagni? Vedremo. Una cosa però è certa, la decisione di Masci ha toccato Donato Lozito, componente democristiana della lista Buffoni, che avendo visto Masci restare in aula si è detto: ma come, io che sono così vicino alla casa delle libertà devo uscire e lui che è del Psi resta? «Se Masci non fosse rimasto non so cosa avrei fatto – racconta Lozito – voglio solo specificare che io sono sempre stato contrario, per cultura, ad abbandonare l’aula». E quindi anche Lozito ha votato a favore, per non farsi scavalcare a destra, lui che si sta già «organizzando per presentare una lista comune con il Cdu alle elezioni provinciali». Andrea Buffoni invece non ha voluto votare ed è uscito dall’aula , seguito da Antonio Giollo, che di norma dovrebbe essere considerato un democristiano come Lozito, e quindi avrebbe dovuto rimanere. Ma stiamo parlando di una lista civica, anche se con un retrogusto di partito, dove il principio della libertà di coscienza è sacro. Questi i fatti. Tanta strategia, come si faceva anni fa, anche se oggi i numeri dei loro partiti sono da prefisso telefonico. «E’ vero – si schernisce Buffoni – siamo minoritari però i nostri partiti nazionali sono organici alla casa delle libertà mentre qui a Gallarate c’è un’anomalia a causa di qualche talebano, per questo non deve stupire che in certi casi si dia fiducia a provvedimenti della Cdl». Tanta voglia di entrare in maggioranza. Dica la verità, Buffoni, siete, per cultura e per scelta, una vera formazione da prima repubblica. «Sì, e non c’è niente di male, perché la seconda repubblica è molto peggio della prima. Una volta c’era selezione nei partiti, avanzavano uomini capaci. Oggi i partiti comandano come prima ma si sottomettono a un capo senza discutere: sono un Milan con tanti Galliani». |
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