Cairati: «Il lavoro è il miglior metodo di inserimento sociale»
Il servizio di formazione professionale intercomunale e il nucleo di inserimento lavorativo per disabili ed emarginati è la prima realtà in provincia organizzata a livello consortile
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L’Sfp e il Nil sono due servizi presenti sul territorio dalla fine degli anni ’70 e riguardano il primo la formazione delle persone portatrici di hancidap , mentre il secondo si occupa dell’inserimento delle stesse nel mondo del lavoro. Il servizio di formazione ha attualmente al suo attivo due corsi: un primo corso quadriennale destinato ai disabili e che oggi conta 10 iscritti; e un secondo corso biennale destinato agli allievi in stato di disagio sociale certificato. In questo secondo corso oggi vi sono circa 25 iscritti. Ma il vero fiore all’occhiello della struttura è la stretta collaborazione del servizio di formazione con il Nucleo di inserimento lavorativo. «Nel biennio 97-99 vi sono state 33 assunzioni di persone del nucleo in cooperative e aziende – spiega il direttore della struttura intercomunale Dario Borghi – Nel 2001, 23 assunzioni e sono già 6 quelle del 2002. Inoltre stiamo seguendo quasi 70 casi di inserimento e ogni anno seguiamo 36-40 borse lavoro, ovvero un incentivo economico alle persone che lavorano in azienda per inserirsi nella società». Nel progetto di inserimento nel mondo del lavoro possono partecipare non solo invalidi, ma anche persone a rischio di emarginazione come utenti dei servizi psichiatrici del Crt o del centro psicosociale, sieropositivi o ex tossicodipendenti, ed ex carcerati. Il successo della struttura non si legge solo in questi numeri. Molti comuni affrontano questa esigenza di inserimento lavorativo, ma pochissimi lo fanno in collaborazione con un servizio di formazione professionale. Inoltre, non vi sono altri casi in provincia di strutture che lavorano non solo a livello intercomunale, ma anche interprovinciale. Possono infatti usufruire di questo servizio le persone di tutti i paesi consorziati: Saronno (capofila del progetto), Caronno Pertusella, Gerenzano, Cislago, Lurago Marinone, Fenegrò, Origgio, Rovellasca, Rovello Porro, Turate, Uboldo, Locate Varesino e Mozzate. «Il disabile ha bisogno di sentirsi il meno anormale possibile – spiega il direttore Borghi – Abbinare il processo farmacologico all’integrazione sociale può far notevolmente allungare l’attesa di vita della persona». L’assessore Cairati spiega che «il lavoro è uno strumento di promozione sociale e l’individuo si deve sentire parte della società ma per poterlo fare necessitano questo tipo di supporti». Per questo motivo il "nucleo di inserimento" continua ad assistere le persone inserite nel mondo del lavoro anche a distanzi di anni. Questa opera di monitraggio, spiega il direttore Borghi, tranquillizza notevolmente le aziende. Negli ultimi due anni infatti vi è stato un notevole aumento di ditte che accettano di collaborare con il centro. |
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L’organizzazione intercomunale di "Servizio di formazione professionale" e il "Nucleo di inserimento lavorativo" sono un modello per tutta la provincia di Varese. Ad affermarlo è l’assessore ai servizi della persona Luciano Cairati illustrando i numeri raggiunti dalla struttura negli ultimi anni. «Dietro ognuno di questi numeri va però sottolineato che vi sono delle persone» tiene a precisare l’assessore. (nella foto la struttura di via volta che ospita i corsi del servizio di formazione professionale e del nucleo inserimento lavorativo)





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