All’istituto Mater Domini si parla di cuore e cervello
Il prossimo 13 aprile un convegno presso l'Aula Didattica dell’Istituto clinico
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L’ictus cerebri è una delle prime cause di mortalità nei paesi occidentali ed ai primi posti nelle cause di invalidità nelle popolazione adulta. Un terzo di tutti gli ictus ischemici cerebrali ha un’origine cardiogena (aritmie cardiache in primis, vizi valvolari, malattia ateriosclerotica delle coronarie, aneurismi cardiaci). All’interno di questa percentuale di ictus cardioembolici, si è fatta strada una causa (responsabile di un ulteriore 10%) che solo recentemente si è posta all’attenzione dei neurologi: l’embolia paradossa. Nei pazienti giovani essa è la principale responsabile di ictus criptogenetico ossia senza causa apparente. In questi pazienti il cuore svolge un ruolo determinante per la presenza di un "buchino" a livello del setto interatriale: il "forame ovale pervio". Tale pervietà può favorire il passaggio di microemboli dal sistema destro a quello sinistro raggiungendo il cervello e determinando l’ictus. Dell’embolia paradossa e del forame ovale pervio si discuterà in un congresso che si svolgerà sabato 13 aprilemattina, a partire dalle ore 9.30,presso l’Aula Didattica dell’Istituto Clinico Mater Domini di Castellanza (VA), organizzato dall’Unità Operativa di Cardiologia, diretta dal dr. Teresio Forzani, in collaborazione con la Cattedra di Cardiologia dell’Università dell’Insubria (Varese) diretta dal prof. Jorge A. Salerno – Uriarte. Al congresso parteciperanno Neurologi e Cardiologi con lo scopo di poter meglio definire i criteri di identificazione dei pazienti a maggior rischio di embolia paradossa. Infatti, essenso l’argomento di estrema attualità e di recente sviluppo, non esistono attualmente lavori o pubblicazioni mediche che possano con certezza indicare le linee guida per la diagnosi, il trattamento e la cura di tale patologia. Il congresso sarà quindi un’occasione di confronto ma, soprattutto, di collaborazione tra due branche della medicina, la cardiologia e la neurologia, apparentemente molto distanti tra loro, ma che in questo caso devono necessariamente avvicinarsi per stringersi in un’intensa collaborazione per una maggiore conoscenza, una migliore cura, una concreta prevenzione di una patologia che in Italia è responsabile di circa 13.000 ictus cerebri l’anno |
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