Cittiglio, parzialmente evacuato l’ospedale

Piano di emergenza in azione. Un presidio di primo soccorso alle scuole di Brenta

Inizia una parziale evacuazione per l’ospedale di Cittiglio, colpito dall’esondazione del vicino torrente Boesio. I Vigili del Fuoco infatti hanno preso tutte le precauzioni necessarie per la messa in sicurezza sia dei pazienti che delle strutture; il nodo principale riguarda ovviamente i problemi relativi all’impianto elettrico che per il momento è stato isolato. L’ipotesi dell’evacuazione totale comunque resta probabile nel caso la situazione dovesse ulteriormente peggiorare, tant’è vero che dalla Direzione Generale dell’Ospedale di Varese sono già state date disposizioni in merito. Se si dovesse procedere con l’evacuazione il problema riguarderebbe solo i 40 pazienti giudicati più gravi dei 100 attualmente ricoverati nel nosocomio valcuviano, mentre le 60 persone dimettibili verrebbero mandate alle rispettive abitazioni. I pazienti gravi e quindi da ricollocare verrebbero così suddivisi: i 10 del reparto psichiatria verrebbero spostati in una struttura apposita, i 13 di chirurgia e traumatologia andrebbero all’Ospedale di Circolo mentre 4 donne ricoverate in ginecologia troverebbero posto al Del Ponte. Per i restanti 24 pazienti che non possono essere dimessi invece è stata allestita una struttura di emergenza (Postazione di soccorso avanzato) presso le scuole elementari di Brenta, dove sono già posizionati tutti quei macchinari utili al loro ricovero. Gli spostamenti sono assicurati da ben 15 autoambulanze del 118 pronte ad essere operative in dieci minuti dall’ordine di evacuazione. La struttura di primo soccorso è stata allestita alle scuole elementari di via Marconi. Si tratta di 15 posti letto, destinati a diventare 50. Vi lavorano due rianimatori e 3 infermiere professionali. Due la ambulanze a disposizione. Il presidio verrà mantenuto fino a quando non sarà possibile riaprire il pronto soccorso di Cittiglio. Per il trasporto dei degenti si potranno utilizzare solo jeep o mezzi anfibi. Infine, un’ambulanza del 118 è stata inviata a presidiare la valle Veddasca, rimasta isolata dalle prime ore del pomeriggio. Qualche minuto fa il direttore generale dell’azienda ospedaliera Gianni Lucchina ha annunciato l’evacuazione dei pazienti meno gravi. Cinque persone sono state ricoverate a Varese. Quaranta hanno fatto ritorno a casa.


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Pubblicato il 03 Maggio 2002
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