Trafugati due quadri del Seicento

Il colpo è stato messo a segno nella chiesetta di San Giuseppe

Li hanno trafugati nella mattinata, quando la chiesetta di San Giuseppe, quella di viale Stelvio prossima all’ospedale,  è aperta al pubblico. Così due quadri, un San Giuseppe con bambino e una Madonna con fanciullo (ovali olio su tela delle dimensioni di 65 per 80), risalenti al tardo Seicento e di autore sconosciuto, hanno preso il volo. L’allarme è scattato nel pomeriggio quando il prevosto ha notato l’ingombrante assenza. In quella zona c’è un grande via vai, vista la vicinanza con l’ospedale. I ladri per passare inosservati potrebbero aver usato l’entrata sul retro, meno trafficata e meno esposta agli sguardi indiscreti. I carabinieri non si sbilanciano circa modalità e autori del colpo. Le ipotesi praticabili sono riconducibili o al furto su commissione o al gesto di uno squilibrato, un tossicomane. Alla memoria infatti viene il caso della chiesa di Prospiano. Anche in quella occasione fu trafugato un dipinto del Seicento, ritrovato però  qualche tempo dopo in una discarica. 

«Piazzare un’opera d’arte antica – spiega Michele Barbaduomo, bustocco specializzato in restauri di dipinti – non è una cosa semplice. Nel caso di Prospiano era chiaro che l’autore fosse uno squilibrato, un tossicodipendente, che non avendo agganci nel mondo dell’arte non poteva monetizzare  il furto. Generalmente questi furti sono su commissione, tenuto conto anche dei soggetti e delle difficoltà. Piazzare una madonna con fanciullo è più semplice che piazzare un santo. Insomma un furto d’arte è un furto un po’ particolare». 
Forse è questo il motivo per cui altri due dipinti importanti, presenti nella chiesa e raffiguranti San Giovanni evangelista e San Marco, entrambi attribuiti al Ferrari, artista del Seicento appartenente alla scuola lombarda, non sono stati toccati dai ladri.
«In genere – conclude Barbaduomo – noi restauratori stiamo molto attenti alle opere d’arte che ci capitano tra le mani, chiediamo sempre i certificati di proprietà e l’origine dell’opera. È vero che a volte pulendo un quadro si fanno scoperte interessanti e quando veniamo in contatto con opere di dubbia provenienza provvediamo a segnalarlo alle forze dell’ordine».

Nel Varesotto non è la prima volta che accade. In ordine di tempo l’ultimo furto importante di opere d’arte risale al gennaio dell’anno scorso. Nell’occasione i ladri penetrarono nella Villa Tamagno, quartier generale della direzione generale dell’ospedale di Circolo, asportando numerosi quadri, tra cui un Salvini, e molti mobili d’epoca.


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Pubblicato il 15 Maggio 2002
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