«Vogliamo risposte chiare dalla dirigenza dell’ospedale»
Nel mirino del Comitato per l’autonomia dell’ospedale cittadino il bilancio, l’assegnazione dei servizi non ospedalieri a una azienda esterna, le liste d’attesa troppo lunghe e le nuove sale operatorie
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Sono molte le domande che pubblicamente il “Comitato per l’autonomia dell’Ospedale di Saronno” pone alla dirigenza dell’ospedale cittadino. Questa volta il Comitato chiede che le risposte vengano date dal direttore generale Ambrogio Bertoglio, dal direttore sanitario Ganduso e dal direttore amministrativo Crestati. Su tutte la domanda principale riguarda il bilancio dell’Azienda: «Come mai il deficit della nostra Azienda, superiore ai 60 miliardi, è uno dei più alti della Regione, se si escludono i grossi ospedali milanesi? E come mai un Ospedale come il nostro, che ha sempre chiuso con un bilancio a pareggio, quest’anno è in passivo?» Nel mirino del Comitato anche l’assegnazione dei servizi non ospedalieri come la lavanderia, le pulizie nei reparti, la manutenzione ordinaria, a una ditta esterna: «Siamo sicuri che questo porterà a un recupero di denaro e a una migliore qualità? Noi abbiamo il sospetto che questo porterà a un aumento dei costi, con un aggravio del deficit. Riteniamo inoltre che l’ospedale cittadino sia una delle poche realtà che può dare occupazione ai Saronnesi, ai piccoli imprenditori, alle piccole aziende. E questa risorsa non viene sfruttata». Il Comitato sottolinea inoltre anche vecchi argomenti come la mancanza di un acceleratore lineare nel presidio di Saronno, strumento che serve per la cura dei tumori solidi. «Come mai non si parla nemmeno più dell’apparecchiatura per la risonanza magnetica, altra promessa per il nostro Presidio? Come mai non viene più indicata nessuna data per l’apertura dei nuovi reparti chirurgici prevista due anni fa dalla precedente amministrazione? Come mai non si parla più dei quattro piani che dovevano sorgere sopra la Cappella e per i quali la precedente dirigenza aveva già ottenuto i finanziamenti dalla Regione? Come mai esistono per una serie di prestazioni delle liste d’attesa che superano i limiti previsti dalla Regione?». Infine una domanda piuttosto singolare su Bertoglio: «Come mai il manager che solo due anni fa era il più bravo della Lombardia ora naviga nella posizioni basse della graduatoria stilata pochi mesi fa dalla Regione? Trentaduesimo in graduatoria su 42, con valutazione 72». |
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