Censimento delle case popolari, chi pagherà i traslochi?

Dopo le lamentele del Sindacato unitario degli inquilini, marcia indietro dell’assessore Accordino: «La riassegnazione degli alloggi è solo una possibilità da considerare in alcuni casi»

«Chi pagherà il trasloco degli inquilini seguito alla riassegnazione delle case popolari? E poi, viene tenuto conto del fattore umano di una coppia che ha vissuto per decenni tra quelle mura?». Domande che pone il Sunia, il sindacato unitario degli inquilini, di fronte alle recenti affermazioni dell’assessore ai servizi sociali di Tradate Franco Accordino. L’assessore aveva infatti annunciato l’inizio di un censimento delle case popolari con l’eventuale scopo di riassegnare gli alloggi in base alle reali necessità degli affittuari, necessità decisamente cambiate nel corso degli anni.
Avuto notizia di ciò, Il Sunia ha subito contattato l’Aler, la società che gestisce le case popolari della provincia. L’Aler ha confermato di aver ricevuto, da parte del comune di Tradate, una richiesta di nominatavi degli attuali affittuari, ma che non è in previsione nessuna stesura di bandi per la riassegnazione degli alloggi.
«Non vogliamo riassegnare tutti gli alloggi – specifica l’assessore Accordino – Vogliamo semplicemente avere una fotografia del territorio e verificare le segnalazioni che ci sono giunte dall’Aler, in maniera tale da conoscere meglio chi vive in queste case». Sulla possibilità della compilazione di nuovi bandi per una riassegnazione, Accordino resta piuttosto vago: «Vi è la possibilità che ad alcuni inquilini venga chiesto di spostarsi come ad esempio un anziano che si trova al terzo piano e un giovane che abita al primo. Se entrambi saranno d’accordo, si potrà procedere al trasloco. Niente di più, per ora».
I risultati del censimento delle oltre 250 case popolari della città saranno pronti per la prossima primavera.


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Pubblicato il 02 Ottobre 2002
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