Storia di Mohammed: con la moglie e quattro figli in mezzo alla strada

In un appello della CGIL la preoccupazione per la grave situazione di una famiglia marocchina. Il sindaco: «Stiamo lavorando per trovare una rapida soluzione»

Si chiama Mohammed Idlakhlifte l’operaio trentenne rimasto con la propria famiglia senza luce, gas e acqua e con in mano solo un’ingiunzione di sgombero arrivata nella giornata di ieri, mercoledì 23 ottobre (nella foto uno scorcio della città). Una famiglia composta da sei persone: padre, operaio a Cedrate, madre, quattro figlie rispettivamente di sei, quattro anni e due gemelle di un anno che ha dovuto lasciare la casa in quanto ritenuta inagibile dai vigili del fuoco. La denuncia proviene dalla CGIL di Varese che ha lanciato un appello per sensibilizzare l’opinione pubblica tramite i media così da trovare una soluzione al problema: dare una casa a questa famiglia.

«La questione è complessa – spiega Simona Ghiraldi, segretaria provinciale della Flai Cgil, la categoria che si occupa dei contratti dei lavoratori alimentaristi – in quanto il proprietario dell’abitazione non si sa bene dove si trovi, (la famiglia ha pagato l’affitto ad un intermediario per molto tempo) ed ora sono costretti a lasciare definitivamente la casa. Della questione se ne sta occupando con molto impegno il comune di Somma Lombardo, dove risiede la famiglia, con risultati ancora non soddisfacenti». L’arrivo dell’inverno complica le cose, col freddo alle porte e le bambine che cominciano ad avere qualche problema di salute.

Attualmente la famiglia si arrangia con le strutture messe a disposizione dal Comune, come acqua calda in palestra, il pasto caldo per le bambine nel bar di fianco alla chiesa, ma il problema resta duplice. Da una parte la difficoltà oggettiva di trovare appartamenti nella zona, dall’altra una certa dose di pregiudizio nell’affittare la casa o l’appartamento ad una famiglia di sei persone perdipiù stranieri.

Pregiudizi confermati dal primo cittadino di Somma Lombardo Claudio Brovelli (nella foto). «A Somma Lombardo sono molte la case sfitte e gli alloggi disponibili – ha commentato il sindaco. E nonostante il parroco, domenica, dopo l’omelia, abbia lanciato un appello ad aiutare questa famiglia, non abbiamo ancora ricevuto risposte per risolvere la situazione. Sia gli assistenti sociali che l’assessore competente si stanno veramente dando da fare per tentare di trovare un’abitazione a Mohanned e alla sua famiglia, contattando anche agenzie immobiliari della zona. Purtroppo dobbiamo registrare che la situazione in cui questo giovane marocchino e la sua famiglia sono incappati non è dovuta ad una loro colpa. Quanto accaduto è da attribuirsi a chi, senza scrupoli e magari "in nero", ha affittato la casa senza attenersi ai più elementari parametri di sicurezza e di igiene, prendendo i soldi a fine mese senza adeguare e rinnovare l’immobile, oggi fatiscente».


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Pubblicato il 24 Ottobre 2002
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