«Quell’insegnante se ne deve andare»
Istituto Manzoni: una docente non comunica con i suoi alunni. Loro minacciano di abbandonare la scuola in massa
Uno sciopero simbolico, una presa di posizione dura ma responsabile. Circa quaranta studenti delle classi quinta e terza A dell’Istituto Manzoni, a indirizzo socio psicopedagogico, si sono riuniti da questa mattina in una sorta di assemblea permanente. Il problema? Un’insegnante con cui non possono dialogare e nemmeno stabilire una minima forma di relazione, con le conseguenze che si possono immaginare sul piano della didattica.
Le hanno provate tutte, ma con quell’insegnante non c’è verso di dialogare. Hanno minacciato anche di ritirarsi dalla scuola in massa, ma lei niente. Ha bypassato la questione come se non la riguardasse. Una situazione surreale, con gli studenti preoccupati per il loro destino scolastico e per gli esami di fine anno, e una docente che non risponde alle loro richieste. La questione è nota, tanto che sull’argomento si è fatta anche un’assemblea straordinaria e gli scioperanti hanno l’appoggio di tutti: genitori, preside e docenti.
«Non è un problema legato solo alla didattica – dice Sara Bartolaccini, una rappresentante degli studenti – ma che riguarda soprattutto la relazione. È un paradosso, noi siamo un istituto magistrale ad indirizzo socio psicopedagogico e abbiamo un’insegnante che non comunica e quando lo fa è un disastro. A noi dispiace, non c’è alcun accanimento contro di lei, ma il problema è oggettivo. In questo modo si rischia di vanificare il lavoro degli altri docenti, tutti validissimi. Inoltre la materia in oggetto è importante e siamo preoccupati per gli esami di fine anno. Il preside e il provveditore ci sono stati vicini».
Gli studenti elencano una serie di fatti emblematici. Attingono da un diario delle lezioni di novembre che hanno stilato puntigliosamente. «Avvengono cose assurde – aggiungono in coro – l’insegnante ci chiede di correggerla quando è alla lavagna, peraltro su questioni e argomenti nuovi, che noi non conosciamo. Qualcuno si è ritrovato con un voto negativo senza mai essere stato interrogato».
Della questione sarebbe stato investito il provveditorato agli studi e sembra che l’unico strumento a disposizione sia quello dell’ispezione ministeriale. L’insegnante in questione in passato ne avrebbe già subite due, tutte superate. «Finché si tratta di un’ispezione sul piano della preparazione – dice una rappresentante del consiglio dei docenti – è possibile che l’esito sia favorevole. Qui il problema constatato da tutti non è tanto sulle sue conoscenze della materia, ma sull’incapacità di relazionarsi e non solo con gli studenti, che in questa situazione si sono rivelati molto responsabili. Ci troviamo di fronte a un caso limite».
I ragazzi sono pronti a ritornare in aula, ma durante le ore dell’insegnante "indesiderato" attueranno una forma di autogestione delle lezioni. «Noi chiediamo una soluzione in tempi accettabili – conclude Sara – quelli dell’ispezione ministeriale potrebbero essere troppo lunghi. Ci dovrà pur essere qualche altra soluzione per uscire da questa situazione».
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