«Il calcio è come il far west»
Varese - Dopo l'aggressione e le dimissioni del direttore sportivo il patron Mario Turri fa il punto della situazione
«Il calcio è come il far west». Mario Turri (foto), patron del Varese Calcio, per spiegare l’aggressione al direttore sportivo Massimo Londrosi, avvenuta al calcio mercato, usa una metafora. «Le società sono la diligenza. Al cocchio ci stanno presidenti e allenatori. Indiani e banditi gli danno l’assalto». Traumatizzato dall’evento il povero Londrosi ha rassegnato le sue dimissioni, ha interrotto ogni forma di comunicazione ed è introvabile. «Io un calcio mercato come quest’anno – aggiunge il patron – non l’ho mai visto. Tutto questo squalifica il calcio». Che cosa sia capitato nella sala dell’hotel è lo stesso presidente a raccontarlo. «Eravamo io, Londrosi e mio figlio Claudio. Erano circa le 17 e noi eravamo nella sala meeteng per le trattative di mercato. Ci si è presentato di fronte un bestione, sarà stato due metri che ha dato una prima sberla a Londrosi. Due mani grosse come una pala per la pizza, abbiamo sentito persino lo spostamento d’aria. Poi io e mio figlio, che ha praticato judo, lo abbiamo protetto ed evitato che questo personaggio sferrasse il secondo colpo».
Sul perché dell’azione intimidatoria e sul futuro di Londrosi Mario Turri stende un velo pietoso. «Io ho a cuore l’uomo. Quando la quercia cade tutti vogliono fare la legna, i Turri e il Varese no. Bisogna avere rispetto per la persona e per la sua decisione. Oggi siamo una delle poche società che ha i conti in ordine e abbiamo addirittura un eccesso di fideiussioni, segno di buona salute. Penso che i problemi di Londrosi siano iniziati prima di Varese, forse già da Pavia. Ma sono supposizioni. Ripeto, ciò che conta è l’uomo e spero che si riprenda». Il patron sembra dispiaciuto anche perché questo è un buon periodo per la squadra. «C’è un gruppo di ragazzi eccezionale che sta facendo bene. Tra di loro c’è una grande solidarietà, un asse dal nord al sud, che passa dalla Calabria fino alla Sicilia. Le famiglie si frequentano, si aiutano ed è un piacere vederli insieme».
Sulla questione però rimangono delle ombre e delle zone a tinte fosche: si parla del furto della borsa di Massimo Londrosi, borsa contenente tutti i contratti che lo stesso direttore sportivo avrebbe dovuto depositare, e di altri atti intimidatori, come il danneggiamento di alcune autovetture posteggiate fuori dall’hotel. Inoltre la dirigenza del Varese sarebbe venuta a conoscenza di tale furto solo in tarda serata, dopo il fattaccio. Perché non parlarne prima e chiedere aiuto? Insomma una storia non proprio semplice. Rimane un’ultima domanda, forse la più difficile: chi sarà il nuovo direttore sportivo?
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Sprangate e bottigliate in zona piazza Risorgimento a Gallarate, la Questura chiude il minimarket per sette giorni
lenny54 su È il 44enne Mirko Bertellini l'uomo arrestato con l'accusa di aver ucciso Federico Venco
lenny54 su Insulti al sindaco Galimberti, vandalizzata a Varese la piscina Copelli
principe.rosso su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna
Felice su È Federico Venco il motociclista gentile vittima dell’omicidio di Somma Lombardo
Felice su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.