Immigrati vittime di estorsione per la sanatoria
Arrestati due soci di una cooperativa. Pretendevano soldi per compilare le domande di regolarizzazione
«Se lavorate per noi, vi mettiamo in regola». Una storia di estorsione, a margine della Bossi-Fini. Decine di immigrati, accettavano di mettersi alle dipendenze di due soci di una cooperativa di Gallarate, nella speranza di vedere istruite le pratiche per la regolarizzazione. Costo della prestazione: tra i 1650 e i 1800 euro. Il valore cioè della pratiche (che per legge sono a carico del datore di lavoro), compreso 500 euro “per il distrubo”. Ma non era finita qua: gli immigrati dovevano versare altri 300 euro al mese per i contributi Inps. Ma dove andavano a finire questi soldi? E’ quello che stanno cercando di accertare i carabinieri di Gallarate, in collaborazione con l’Ispettorato del lavoro.
In manette, sono finiti due uomini: Virginio Santamaria, 48 anni residente a Casorate Sempione, presidente del cda della Uniservice di corso Sempione 17, a Gallarate, e il suo socio, Gozlane Bachir, 34 anni, algerino.
Entrambi conducevano la Cooperativa a responsabilità limitata, che aveva nella sua regione sociale la distribuzione di volantini. Più di cinquanta dipendenti, e tutti stranieri, erano però un personale anomalo, per una piccola cooperativa, tanto da insospettire i carabinieri, allertati anche dalle denunce che nei giorni scorsi sono arrivate da più parti su possibili estorsioni, per approfittare della sanatoria.
I carabinieri hanno avvicinato un extracomunitario, e l’hanno convinto a collaborare. I due indagati, sono infatti stati arrestati in flagranza di reato, mentre mercanteggiavano la sua assunzione. I loro metodi erano abbastanza spicci: facevano firmare a ogni immigrato una lettera di assunzione e una di dimissioni. Poi intascavano i soldi.
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