Carcere impossibile: la denuncia arriva in procura

Come avevano preannunciato nelle settimane scorse i radicali hanno presentato un esposto alla magistratura sul carcere

Se per le carenze nel carcere di Busto Arsizio ci sono delle responsabilità e negligenze della direzione carceraria, sarà ora compito della magistratura occuparsene. Oggi, giovedì 6, il consigliere regionale dei Radicali Alessandro Litta Modignani ha infatti depositato un esposto alla Procura della Repubblica in cui sono denunciate le condizione precarie che i radicali hanno rilevato durante le loro visite nel carcere di via Cassano. Dopo averlo preannunciato lo scorso 18 febbraio, ora tutto è stato messo nero su bianco. «Ci sono situazioni difficili e cronicizzate in tutte le carceri italiane, ma su Busto abbiamo più di qualche sospetto di negligenza della dirigenza carceraria» ha spiegato il consigliere. Una decisione grave, ammette Modignani: «non è a cuor leggero che presentiamo questo esposto, ma era necessario reagire ad una situazione di estrema gravità».
Nel mirino c’è la direttrice del carcere Caterina Ciampoli alla quale sono attribuite le carenze illustrate nell’esposto. Riguardano la situazione sanitaria, l’impianto di riscaldamento e idraulico e infine i provvedimenti disciplinari subiti dai detenuti. Secondo quanto scritto, nel carcere si sono verificati ritardi nell”erogazione delle prestazioni sanitarie, disagi nella fornitura di farmaci, quando non l’interruzione di cure mediche importanti. Sotto la lente finisce l’impianto di riscaldamento e idraulico. Da due anni in un’ala del carcere il riscaldamento non funziona e le condizioni di vita nelle celle diventano assai precarie. Per questo nell’esposto si richiedono delle perizie tecniche che risalgano all’origine di questo malfunzionamento. E infine ci sono i provvedimenti disciplinari e la sospensione dei benefici di legge a carico di quei detenuti che nei mesi scorsi avevano aderito alle manifestazioni di protesta. «Si tratta di fatti assolutamente intollerabili dal punto di vista civile e democratico, non esiste alcuna giustificazione regolamentare che autorizzi la direzione carceraria a questo tipo di provvedimenti». È una situazione molto difficile ,quella descritta dall’esponente politico per il qual esiste anche una forte inadeguatezza soggettiva della direzione.
Toccherà ora alla magistratura verificare le inadempienze e le negligenze esposte. Il carcere di Busto, che trattiene trecentosessanta detenuti, ha anche richiamato negli ultimi mesi l’attenzione di alcuni politici della lega Nord e di Rifondazione Comunista.

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Pubblicato il 06 Marzo 2003
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