Il presidio alla Ugo Mara si fa

Sinistra Giovanile e Ds di Busto confermano la loro presenza. Gli appelli di Rifondazione e le dichiarazioni del Varese Social Forum

C’è chi fa distinguo e chi aderisce senza se e senza ma. Ad un giorno dalla presidio alla caserma militare della Ugo Mara di Solbiate Olona annunciato nei giorni scorsi, l’iniziativa resta confermata. Mancheranno all’appello sigle sindacali, Margherita e Democratici di Sinistra. Ma da Busto Arsizio la partecipazione rimane confermata, sia quella della Sinistra Giovanile, che fra l’altro si è occupata dell’organizzazione sia della segreteria cittadina. Lo confermano in una nota, nella quale tuttavia prendono le distanze dal manifesto "Fermiamo la guerra…fin dalla base". «Sia la S.G. che i DS di Busto Arsizio prenderanno parte alla manifestazione da loro stessi indetta e regolarmente autorizzata dalle Autorità competenti,  tale simbolica manifestazione, pubblicizzata tramite il volantino dal titolo "Manifestiamo per la pace" redatto e stampato dalla S.G. di Busto Arsizio, si terrà nei pressi della Caserma Ugo Mara nel territorio di Solbiate Olona. Con la presente dichiarazione si rimarca il carattere e lo spirito pacifico di detta iniziativa». Ma non è omogenea la posizione dei Ds. Alberto Grandi, leader del centrosinistra in consiglio comunale, dichiara di «non poter aderire ad una iniziativa non unitaria».
Giovanni Bonometti, segretario provinciale di Rifondazione Comunista si appella a tutti i partiti del centrosinistra, alle associazioni e alle organizzazioni sindacali per una risposta ancora unitaria alla guerra.
«Ogni iniziativa per fermare questa guerra contro la popolazione irachena ma anche contro l’Onu e la Costituzione Italiana, è una iniziativa da valorizzare – scrive il segretario in un nota – l’intera opposizione a questo Governo ha saputo dire un no compatto alla partecipazione diretta o indiretta a questa guerra, un no all’invio di nostri militari e un no all’utilizzo delle basi militari che insistono sul territorio italiano per sostenere la guerra, questa convergenza unitaria ha saputo sinora rappresentare, dall’opposizione, la volontà della maggioranza dei cittadini di questo Paese: un risultato politico che non deve e non può rompersi, ma che deve, se si fonda sulla coerenza, garantire la continuità delle iniziative del popolo della pace. Il popolo della pace è ovunque, è nonviolento, non comprende rotture che non riguardano opzioni politiche».
«Ci rendiamo conto di quanto sia importante che all’interno del movimento contro le guerre ci debba essere una coesione di tutte le forze pronte a lottare contro l’arroganza dei guerrafondai e contro il militarismo senza contraddizioni di sorta in maniera pacifica – dichiara invece il Varese Social Forum – chiaramente, per quanto camuffato dall’ipocrisia e dal pragmatismo politico adottato da chi ha smentito la sua adesione, è indirizzata a noi la vostra totale dissociazione da iniziative pacifiche ma che non si limitino alla mera richiesta di pace che non ci differenzierebbero, se non nei toni, da coloro che guerreggiano in nome della stessa parola pace. Teniamo a precisare che il presidio che si svolgerà a Solbiate, come quello di Ghedi, sono del tutto pacifici nelle nostre intenzioni, non sono assolutamente azioni dalle quali chi è contro tutte le guerre, si dissocia e lo dimostrano le ampie adesioni. Con questo teniamo comunque a riconoscere la piena legittimità della scelta di "smentita" all’adesione, valutandola comunque come una chiara scelta politica, atta a prendere le dovute distanze dal movimento proprio nel momento in cui è richiesta la massima partecipazione».
Le Acli provinciali condividono quanto già sostenuto ieri dalla Cgil e sottolineano la necessità di un momento di riflessione per mantenere unito il movimento pacifista. Pertanto le Acli dichiarano che non parteciperanno alla manifestazione davanti alla caserma Nato di Solbiate Olona. 

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Pubblicato il 28 Marzo 2003
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