Area nord: porta esterna di Malpensa
Il piano di recupero dell'area delle nord è stato presentato in commissione e presto arriverà in regione. I veri progetti ci saranno in primavera
Comprenderà una zona commerciale, servizi funzionali ai viaggiatori e all’hub internazionale e in parte sarà pure destinata a zona residenziale. L’area delle Nord di Busto Arsizio sarà la porta esterna di Malpensa. Su questo non ci piove e lo ha ribadito il vicesindaco e assessore all’urbanistica Gianfranco Bottini. Ieri sera il piano attuativo per lo sviluppo dell’area intorno alle Ferrovie nord Milano è stato presentato nella commissione lavori pubblici. Si tratta di uno dei primi passi verso quel progetto di sviluppo di un’area nel centro della città, che ad oggi è senza un’anima, una vocazione e al limite del degrado.
In commissione, dove fra il pubblico erano presenti molti architetti, non è stato illustrato un progetto vero e proprio, ma una sorta di piano di indirizzo che definisce quello che si vorrebbe per questa area e quali sono i volumi edificabili, la viabilità primaria e le destinazioni d’uso. Il piano attuativo sarà presentato in regione e dovrà essere approvato entro il 31 dicembre di quest’anno. Se i tempi saranno rispettati in primavera sarà pronta una base di partenza sulla quale costruire il progetto vero e proprio.
«La fermata del Malpensa Express è stato indubbiamente il presupposto necessario che ha fatto sbloccare l’iter per il recupero di que’area» ha detto Bottini. Ed è proprio la fermata del collegamento veloce fra Milano e lo scalo aeroportuale che darà la sostanza al progetto.
Quando sarà realizzato, comprenderà una destinazione residenziale pari al 40 percento, mentre il resto sarà ad uso terziario (servizi e commercio). Se questo punto deve diventare il primo ingresso dell’hub internazionale arrivando da Milano, allora deve comprendere servizi adeguati a questa funzione. «Se questo luogo sarà frequentato, come immaginiamo, da una utenza locale, da una utenza di transito e da chi è legato all’aeroporto per lavoro, allora occorre pensare di spostare alcuni servizi aeroportuali all’esterno, come parcheggi e check in, occorre pensare a negozi e servizi di ristorazione e infine ad un centro commerciale di qualità». Ma non è finita qui. Le ipotesi comprendono anche una struttura convegnistica e strutture per il tempo libero.
Ipotesi e idee che lasciano perplessi le minoranze del consiglio comunale. Ad esprimerne alcune è stato il capogruppo della Margherita Valerio Mariani. «Questo progetto ci sembra procurare una frattura con il territorio circostante, un centro come questo si isola dalla città» ha infatti detto in commissione. E dallo stesso consigliere è arrivato anche un consiglio che riguarda i vincoli ferroviari. Stando alle prime carte questi vincoli non sarebbero ancora stati valutati correttamente.
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