Ex Lazzaroni, il Tar dà ragione al Comune. Niente centro commerciale

Il tribunale amministrativo respinge il ricorso dei privati. Il Comune dovrà comunque pagare un risarcimento danni di 47 mila euro

Niente centro di intrattenimento e niente nuova viabilità nel "nodo saronnese". Il Tar respinge la richiesta dei privati di rivedere la decisione dell’amministrazione comunale di Uboldo che, un anno fa, aveva posto il proprio veto alla costruzione di un grande centro di intrattenimento all’interno dell’area Ex Lazzaroni.
Si tratta di u
na sentenza attesa da diversi mesi che giocherà un ruolo fondamentale nelle future decisioni che saranno prese per lo sviluppo dell’area.

Infatti, la società Aries 2000, aveva proposto nell’area Ex Lazzaroni la realizzazione di un grande centro, comprensivo di multisala, negozi, migliaia di parcheggi, nonchè una sistemazione viabilistica del "nodo saronnese" con un investimento di oltre 10 milioni di euro. Per realizzare tutto ciò il comune di Uboldo avrebbe dovuto cambiare la destinazione dell’area prevista dal Piano regolatore e farla passare da industriale a commerciale.
Il comune, un anno fa circa, appena insediatasi la l’amministrazione di centrosinistra, disse "no" e i privati ricorsero al Tribunale Amministrativo.
In questo periodo di attesa, poi, è sopraggiunta anche la crisi del biscottificio Lazzaroni, in cerca di uno stabilimento adeguato. Sempre i proprietari dell’area proposero che lo stabilimento venisse integrato nel centro di intrattenimento, ma solo se questo fosse stato realizzato.

Oggi viene resa pubblica la sentenza del Tar. «Con sentenza del 2 ottobre 2003 il TAR della Lombardia, pur formulando alcuni rilievi critici – spiega il sindaco di Uboldo Mario Piazza -, ha ritenuto legittime le valutazioni compiute dal Consiglio Comunale nella sua delibera del 21 settembre 2002, in merito alla saturazione della rete di vendita e al giudizio negativo, sotto il profilo urbanistico, del progetto di insediamento. Pertanto ha respinto l’impugnativa proposta dalla Aries contro la delibera del Consiglio Comunale».

L’amministrazione comunale dovrà comunque pagare un risarcimento danni ai privati. «Il Tar ha riconosciuto alla società Aries il diritto al risarcimento del danno per euro 47.993,76 (ossia, in misura ampiamente inferiore a quanto richiesto) – prosegue Piazza -, in relazione alle spese e ai costi affrontati da tale società in vista della redazione del progetto e degli atti connessi». Situazione che il primo cittadino uboldese attribuisce quindi a quanto operato dalla precedente amministrazione guidata dalla Lega Nord: «L’amministrazione comunale rileva con soddisfazione che la sentenza del Tar ha respinto le domande dell’Aries indirizzate a reintrodurre il suo insediamento. Per quanto riguarda la richiesta del risarcimento del danno, essa risulta riconducibile a comportamenti della precedente amministrazione: il Tar menziona le iniziative del Sindaco dell’epoca e il tenore della delibera del 2001 emanata dall’allora Consiglio Comunale».

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Pubblicato il 22 Ottobre 2003
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