«Abbattere le case popolari? Una proposta da valutare»

Il presidente dell’Aler Varese attende una relazione dei tecnici dell’azienda. Imminente un incontro con il Comune. Quarantadue le famiglie coinvolte

«Potremmo costruire nuove case popolari, la proposta dell’amministrazione è da valutare e potrebbe rivelarsi interessante». Giampietro Colombo, presidente dell’Aler di Varese, l’azienda proprietaria delle case popolari della provincia, non disdegna l’idea avanzata dall’amministrazione comunale tradatese per trovare una soluzione alle numerose lamentele giunte dalle 42 famiglie residenti nelle case popolari di via Broggi.

Nei giorni scorsi il sindaco Stefano Candiani e l’assessore ai servizi sociali Franco Accordino, hanno incontrato le famiglie per raccogliere le diverse lamentele. «Queste case si dimostrano sempre più essere un esempio molto infelice di edilizia pubblica – spiegano dall’amministrazione tradatese -. Vi sono grosse pecche strutturali fin dall’origine nella scelta dei materiali». Il sindaco aveva così avanzato l’ipotesi di far abbattere quelle costruzioni, offrendo all’Aler di individuare un nuovo terreno nel territorio comunale per effettuare la ricostruzione degli stabili, più moderni e adatti alle esigenze delle famiglie. Candiani aveva inoltre proposto di effettuare una variante al piano regolatore generale per rendere edificabile e più appetibile ai privati il terreno dopo l’abbattimento. In questa maniera si potrebbero recuperare le risorse economiche per costruire le nuove case.

«La proposta è interessante, ma deve essere ancora ben valutata – spiega Colombo -. Ho già chiesto una relazione ai nostri tecnici sullo stato attuale delle case di via Broggi. Sicuramente demolirle totalmente non ne vale la pena, una parte si potrebbe ristrutturare e tenere alcuni appartamenti come alloggi di rotazione». Nelle prossime settimane quindi vi sarà un incontro tra l’amministrazione comunale e l’Aler.
«Va detto – conclude Colombo – che quelle case fanno parte di un progetto sperimentale della Regione. Progetto di quasi 30 anni fa e che noi siamo stati costretti ad appaltare così com’era, senza possibilità di metterci mano. In passato abbiamo fatto alcuni interventi di ristrutturazione, come 15 anni fa il rifacimento totale dei tetti, ma si tratta pur sempre di strutture in cemento armato e carton gesso. Adesso l’importante è sedersi intorno a un tavolo e trovare una soluzione».

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Pubblicato il 13 Novembre 2003
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