E il “cattivo” Aldo Grasso elogia il professor Furia
Una celebrazione del padre del Centro Geofisico Prealpino sull'inserto del Corriere della Sera. Il metereologo: «Sono imbarazzato»
«Professor Furia, è la consacrazione definitiva, la celebrazione ufficiale…»
«Veramente non so a cosa lei si stia riferendo».
«Ma come, l’articolo di Aldo Grasso, sull’inserto del Corriere…?».
«Chi è Aldo Grasso?»
Potenza delle altitudini, delle assolate vette, dei cumulonembi che ovattano i sensi, Salvatore Furia (foto), il padre del Centro Geofisico Prealpino, cade, letteralmente, dalle nuvole.
«Non leggo i giornali, non so chi sia questo signor Grasso e non so come faccia a sapere tutte le cose che ha scritto su di me. Mi hanno telefonato in tanti, tanti telegrammi di congratulazioni e non so bene perché».
Solo questa mattina un suo assistente gli ha recapitato una copia del Sette, l’inserto del Corriere della Sera di ieri.
Ha letto, si è stupito.
Cosa è successo? È successo che ieri il terribile Grasso, Aldo Grasso, il più autorevole, cattivo, micidiale critico televisivo italiano, nella sua consueta rubrica Senza vergogna (il titolo dice tutto) ha celebrato – incensato – eternato il nostro professor Furia.
Un caso epocale, una sorta di miracolo. Se non ricordiamo male, gli amori del critico si contano sulla punta delle dita. In ordine sparso: Mai dire gol, il Teocoli di Caccamo e Peo Pericoli, Montalbano, Report, Paolini, Pantani.
Per il resto è un demonio impietoso che ogni giorno smonta i meccanismi retorici di gran parte della tv e del vippismo televisivo.
Ma ieri, ecco l’elogio del Furia, con toni degni solo delle sue struggenti rievocazioni del Grande Torino.
«Furia è una delizia radiofonica…, un mitografo del tempo che farà».
Il professore sorpreso, imbarazzato, non sa che dire. «Gli manderò un biglietto: vivissime cordialità e grazie».
E si schernisce a tal punto da ringraziare a sua volta – come fosse merito suo – il suo maestro: il mitico colonnello Bernacca, un altro forse per cui Grasso avrebbe parole lievi ed accalorate. Un grande, il Bernacca, capace di infondere l’amore per una scienza non esatta e difficile da diagnosticare come la meteorologia, sopratutto ai suoi tempi senza satelliti e computer.
Dal Bernacca, il professor Furia ha desunto uno stile, una cifra espressiva, che i Giuliacci di oggi faticano ad avere: «Sono un romantico, un dinosauro romantico; quando parlo di cieli azzurri o di nuvole a zonzo, è perché la mia cultura è impregnata di romanticismo».
Sarà per questo che Grasso lo definisce, epicamente «un cantore dell’alta pressione».
E un aedo non può che riconoscersi in una trasmissione mitica: il Gazzettino Padano, la piccola vedetta lombarda dell’informazione, puntuale ogni mattina alle 7.20. Da anni immemorabili.
Non dorme, quasi mai, il professore, solo 4 ore nell’arco della giornata. Non legge giornali, ma solo pubblicazioni scientifiche, meglio se di botanica. Non può conoscere Grasso, autore tra l’altro di una monumentale Enciclopedia della Televisione, chi la televisione rifugge. E Furia l’unico contatto che ha avuto è stato, ironia della sorte, con il “meteorologo” di oggi, Fabio Fazio. Ma erano i tempi di Quelli che il calcio. «Per una puntata mi hanno mandato qui quel Brosio che mi ha fatto vedere i sorci verdi. Pensavo fosse una programma tranquillo e una persona seria, mi ha fatto venire il cardiopalma».
Continui così, professore; e come suggerisce il suo inatteso apologeta «conosca solo il riserbo della radio regionale».
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Rissa con bastoni e sassaiola alla stazione di Garbagnate: danneggiato anche un treno
SABY24 su Case di riposo, in provincia di Varese una retta da 2.548 euro al mese: più cara della media lombarda
Bustocco-71 su Code e disagi sulla provinciale del lago: i lavori di asfaltatura bloccano il traffico tra Buguggiate e le autostrade
principe.rosso su A Luino confronto sulla scuola con il sottosegretario Frassinetti
Viacolvento su A Luino confronto sulla scuola con il sottosegretario Frassinetti
Felice su Dormiva in un bivacco nel bosco a Tradate con oltre 100 dosi di droga ma viene assolto dall’accusa di spaccio






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.