Una mappa contro il rischio idrogeologico

Provincia – La ricerca, realizzata dal Politecnico, permetterà la programmazione di interventi di sistemazione delle situazioni più critiche

Uno studio per definire carte di pericolosità a scala provinciale, vale a dire una mappa delle zone più sensibili ai fenomeni di dissesto idrogeologico. E’ quanto ha realizzato il Politecnico di Milano – Polo Regionale di Lecco – su incarico della Provincia e i cui risultati sono stati illustrati stamane durante un convegno organizzato a Varese a Villa Recalcati. Un’indagine che non è fine a se stesso ma che si propone come strumento di fondamentale importanza in quanto consente una pianificazione corretta del territorio e garantisce un certo grado di sicurezza agli suoi abitanti.
E’ grazie a questa ricerca che diventa possibile programmare gli interventi di sistemazione delle situazioni più critiche in modo da ridurre al minimo rischi e danni che hanno ripercussioni non indifferenti sull’ambiente come sul tessuto economico-sociale e infrastrutturale del territorio. Per la realizzazione di questo lavoro sono state seguite le procedure proposte dalla Regione Lombardia che risultano estremamente precise circa le metodologie da adottare per inquadrare i diversi fenomeni franosi o di dissesto riscontrabili nel territorio lombardo. Pertanto ci si è attenuti rigorosamente a tali procedure così da fornire elementi di valutazione completi per la pianificazione provinciale, fornire indicazioni su ambiti di studio prioritario e sui necessari approfondimenti da eseguire in una fase successiva nonché fornire un quadro di priorità di interventi di difesa idrogeologica.

L’indagine ha anche eseguito studi di dettaglio a carattere locale effettuati sulle zone che sono risultate particolarmente critiche sia per la pericolosità che le caratterizza sia perché ancora oggi risentono di eventi franosi particolarmente intensi che si sono verificati in passato: in particolare l’analisi ha “fotografato” tutta la zona dell’Alto Verbano e della Valceresio lungo il corso del fiume Tresa. E’ evidente però che – hanno indicato i relatori – perché gli studi di dettaglio diano informazioni rigorose e puntuali sarebbe necessario eseguire delle prove di laboratorio e sul terreno atte a caratterizzare con dettaglio le rocce e i terreni prevedibilmente coinvolti in un dissesto. Le carte di pericolosità forniscono informazioni inerenti la probabilità che una determinata porzione di versante instabile possa dare origine ad una frana. La realizzazione delle carte di pericolosità a scala Provinciale riveste un ruolo importante per le Amministrazioni in quanto consente di giungere a valutazioni preliminari di pericolosità per la pianificazione territoriale e per la pianificazione di settore. Inoltre dall’analisi di queste carte possono essere individuate le aree maggiormente critiche per le quali è necessario predisporre ulteriori studi di dettaglio. Da una carta di pericolosità a scala Provinciale o Regionale possono essere dedotti degli indirizzi generali, mentre la cartografia realizzata a scala locale ha lo scopo di definire vincoli territoriali.

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Pubblicato il 23 Febbraio 2004
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