Piazza a Miglio, «il mio sì per difendere la libertà di opinione»

L'intervento del consigliere della Margherita, Roberto Molinari, sulla mozione della Lega

Riceviamo e pubblichiamo 

Intervento in consiglio comunale del 12 giugno ’04

Ovviamente condivido poco del giudizio espresso, della ricostruzione della figura intellettuale di Miglio, fatta dal collega Cerini. Forse, in questo, sono condizionato dalle mie frequentazioni lazzatiane, del grande Rettore della Cattolica, il professor Lazzati, il quale, a me, appena diplomato, in un colloquio presso il suo eremo (San Salvatore) mi sconsigliò caldamente – lui Rettore Magnifico dell’Università Cattolica – di iscrivermi alla facoltà di scienze politiche di cui Miglio, appunto, era allora Preside e mi suggerì, invece, di indirizzarmi a quella "concorrente" dell’Università Statale. Di Miglio che forse si potrebbe, mi si passi la licenza, che si potrebbe definire il figlio più brillante del pensiero (reazionario ) politico e filosofico di Pareto e Mosca, di Miglio va sicuramente apprezzata la schiettezza e la franchezza – al limite della brutalità – nel dichiarare già negli anni sessanta, che cercava un De Gaulle italiano per trasformare la repubblica parlamentare – che non amava – in una repubblica presidenziale. Così – nel suo percorso – volle essere "suggeritore" prima di Fanfani passando poi attraverso Cefis – recentemente scomparso – fino a giungere ad apprezzare il decisionismo craxiano, sempre però ritirandosi deluso da quei "principi" di cui non riusciva ad essere, fino in fondo, "consigliere" ascoltato. Versione ultima, questa, anche del suo percorso leghista, prima ascoltato, venerato come padre nobile, poi allontanato, con quel reciproco disamoramento – oggi dimenticato – per essere, ora, recuperato ad un pantheon di pensatori padani. Come si vede non amo Miglio né il suo pensiero. Anzi. Tutto mi divide da lui. E tuttavia, pur non ritenendo Miglio, un Gramsci del pensiero leghista, credo si debba fare chiarezza su alcuni punti:

· La nostra è una società plurale in cui tutti devono avere la possibilità di riconoscersi e di avere dei simboli, degli elementi simbolici, in cui potersi riconoscere; · Se il pluralismo è nel dna della nostra concezione di "società aperta" allora si è democratici se si mostra tolleranza anche verso le opinioni che non si condividono; · Io non condivido quasi nulla del pensiero di Miglio e della Lega, ma mi rendo conto che per una parte importante, per una forza politica di questa città, è un personaggio di rilievo per la propria identità; · Certo si potrebbe obiettare che questa parte ha già avuto molto: il sole delle Prealpi suo simbolo politico – nel pieno di una aiuola nel centro cittadino – i cartelli segnaletici in dialetto e altro ancora….. · Molto dunque e ora la richiesta di una via dedicata a Miglio.

Eppure io voglio essere positivo, voglio riconoscere a questa parte politica, a me avversaria ma mai nemica, questa possibilità. Lo faccio non condividendo, ma riconoscendo la necessità di mantenere un pluralismo di simboli che spero anch’essa sappia mantenere anche nei confronti delle altre forze politiche e culturali presenti nella nostra comunità. Chiudo leggendo queste brevi righe di un padre nobile (J. Stuart Mill), questo sì, del pensiero liberale e le leggo a mo di monito per la nostra "società aperta": " non pretendo che l’esercizio più incondizionato della libertà di enunciare tutte le opinioni possibili possa por fine ai mali del settarismo religioso o filosofico – e aggiungo io, politico -. Ogni verità propugnata da uomini di mentalità ristretta sarà certamente asserita, inculcata e persino applicata come se al mondo non ne esistesse altra, o comunque non ne esistesse alcuna che possa limitarla o precisarla. Riconosco che la più libera discussione non cura la tendenza di tutte le opinioni a diventare settarie, e anzi spesso la acuisce e esacerba, la verità che si sarebbe dovuta vedere ma non si è vista viene rifiuta tanto più violentemente perché è asserita da persone considerate oppositori. Ma non è tanto sul sostenitore appassionato, quanto sul testimone più calmo e disinteressato che questo contrasto di opinioni opera un effetto salutare. Il male più temibile non è il violento conflitto tra le parti diverse della verità, ma la silenziosa soppressione di una metà; finché la gente è costretta ad ascoltare le due opinioni opposte c’è sempre speranza; è quando ne ascolta una sola che gli errori si cristallizzano in pregiudizi, e la verità stessa cessa di avere effetto perché l’esagerazione la rende falsa. E poiché poche qualità mentali sono più rare della facoltà che permette di giudicare intelligentemente tra due visioni contrapposte di una questione, di cui una sola ha un difensore, le probabilità di vittoria della verità sono proporzionali alla misura in cui ciascun suo aspetto, ciascuna opinione che ne esprima una pur minima parte, non solo trova chi la difende, ma viene attivamente difesa e ascoltata." ( J. Stuart Mill "Saggio sulla libertà" ) È per difendere sempre la possibilità che ci siano opinioni contrastanti, opinioni diverse che annuncio il mio voto personale a favore della mozione, lasciando libero il mio gruppo di esprimersi secondo coscienza. (offro rispetto, chiedo rispetto)

Roberto Molinari 
Capogruppo Margherita Consiglio comunale di Varese

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Pubblicato il 14 Luglio 2004
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