Sdegno e preoccupazione per l’attentato alla sede Anpi

Le reazioni del mondo sindacale e politico in seguito all'incendio nella sede di via Ferrer

«Sdegno preoccupazione per l’ennesimo episodio di offesa e di intimidazione all’organizzazione che storicamente e quotidianamente  è impegnata nel difendere e rilanciare la testimonianza della Resistenza italiana e di chi si è sacrificato per la liberazione del nostro paese dal  nazifascismo». Queste le parole riportate da un comunicato congiunto delle tre sigle sindacali Cgil-Cisl-Uil dopo aver appreso dell’attentato incendiario avvenuto questa notte alla sede bustocca dell’Anpi, l’associazione nazionale partigiani. I sindacati invitano «le forze e le istituzioni democratiche a non sottovalutare la portata di avvenimenti che hanno il dichiarato scopo di aggredire e minare il tessuto democratico e quella tensione al dialogo che è la linfa della convivenza civile», attestando «solidarietà all’ANPI che proprio in questi giorni è impegnata a  denunciare l’ondata revisionistica che attenta il messaggio universale della Resistenza e della carta costituzionale sulla quale si basa la nostra Repubblica».

«L’attentato incendiario di questa notte alla sede dell’ANPI di Busto Arsizio, rappresenta un atto inqualificabile, tipico dei vigliacchi, che sarebbe bene non sottovalutare». In questo modo ha commentato i fatti Giovanni Martina, consigliere regionale di Rifondazione Comunista. 
«I continui attacchi alla Resistenza, la volontà di deformare e denigrare la lotta di Liberazione, non ultimo il taglio del 55% da parte del Governo dei fondi all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, proprio quando si avvicina il 60° della vittoria sul nazi-fascismo, sono solo la cornice politica entro cui si situano ormai con regolarità questi episodi conclude Martina.
 Ci attendiamo che siano immediatamente assicurati alla giustizia i responsabili di questa aggressione, oltre che da parte dell’Amministrazione Comunale un gesto concreto di solidarietà per riparare i danni e consentire l’immediata riapertura della sede dell’ANPI».

E di «aggressione di chiaro stampo squadrista» ha parlato il segretario provinciale di Rifondazione Giovanni Bonometti. «Tutti i cittadini devono sentire l’offesa di un gesto così grave; a tutte le associazioni democratiche rinnovo il mio appello per la costituzione di un comitato unitario antifascista» ha proseguito l’esponente comunista, ricordando i ripetuti allarmi lanciati per i frequenti episodi di stampo neofascista avvenuti nella nostra provincia.

Altre reazioni politiche sono quelle del coordinatore provinciale dell’Ulivo Stefano Tosi, che parla di «segnale preoccupante in una provincia che ha dato un grande contributo alla guerra di liberazione», e del segretario provinciale DS Manolo Marzaro, che denuncia: «Un grave episodio di intolleranza, un segnale che le istituzioni non devono sottovalutare… l’ultima di una serie di provocazioni che in tutta la Provincia hanno colpito i partiti e le associazioni democratiche. Auspico che i responsabili vengano individuati e puniti in modo esemplare».

Per i Comunisti Italiani interviene da Busto Cosimo Cerardi: «Questo episodio fa parte di un crescendo degli ultimi anni, dalle svastiche sui muri alle deturpazioni di monumenti alla Resistenza, dalle aggressioni alle profanazioni di memorie a noi tutti care. Posso sbagliarmi, ma è in atto una recrudescenza di simili fatti. Simbolica la scelta della notte dell’8 settembre, quell’8 settembre dopo il quale l’antifascismo si prese il grave compito di tirar fuori l’Italia dalla tragedia in cui il regime l’aveva gettata. Noi richiamiamo con forza alla militanza antifascista, ma al tempo stesso chiediamo di non cadere nelle provocazioni perché occorre senso di responsabilità. I conti sono già stati regolati nel 1945».

«Sdegno per questo ennesimo atto perpetrato contro presidi  democratici, nella convinzione di un collegamento con le ultime posizioni assunte dal governo», è giunto anche dall’Arci provinciale.

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Pubblicato il 09 Settembre 2004
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