Dalle carceri a Malpensa, quello che non va nel pubblico impiego

L’assemblea della Fps Cisl l’occasione per fare il punto sui problemi di questa categoria

 

Si chiamano, carenza di organico, mancato rinnovo contrattuale, esternalizzazioni. Questi i “mali” del pubblico impiego, anche se è soprattutto la Finanziaria l’argomento che il sindacato intende mettere in discussione per difendere gli interessi dei lavoratori di questo comparto.

Nel corso dell’assemblea provinciale della Cisl (foto) sono questi i temi emersi tra i delegati. E sono diversi gli esempi che riguardano la provincia di Varese.
«Nel comparto delle autonomie locali il decentramento e l’esternalizzazione sono tra i principali responsabili delle problematiche che siamo chiamati a risolvere – spiega Daniela Ferla, segretaria generale Fps di Varese. Ciò vuol dire che nel primo caso i servizi che l’ente locale deve erogare aumentano, caricando di competenze i lavoratori spesso già oberati di mansioni. Nel secondo caso l’affidare alcuni servizi fuori dall’ente vuol dire spesso tagliare posti di lavoro».

Certo i tagli previsti dalla Finanziaria non aiutano le amministrazioni comunali. Ma esistono anche altri fronti “caldi” del pubblico impiego in provincia.
«Nel comparto dello stato e del parastato (ministeri, enti pubblici, agenzie fiscali, dogane) i problemi riguardano soprattutto l’organico – spiega Michele Gaglione (foto). Bastano alcuni esempi per meglio comprendere la situazione. Il Tribunale di Busto Arsizio, ad esempio, è carente di lavoratori del 40 per cento rispetto ad una pianta organica che risale a prima ancora di Malpensa; alla dogana di Malpensa manca il 50 per cento delle unità: in pratica si lavora con l’organico previsto quando si applicano le regole di precettazione in caso di sciopero. Idem per il carcere di Busto Arsizio. Qui il personale è rimasto fermo all’organico previsto per 250 detenuti, contro una popolazione carceraria attuale di oltre 400».

Il contratto del pubblico impiego è scaduto nel dicembre 2003; a fronte di una richiesta sindacale di aumento salariale dell’8 per cento per il rinnovo del secondo biennio economico il governo ha offerto il 3.
«Per tutti questi motivi a fine mese è previsto uno sciopero del pubblico impiego a livello unitario – conclude Gaglione. Oltre a questa fermata dal lavoro, il 30 vi sarà uno sciopero generale di 4 ore a cui anche i lavoratori del pubblico impiego aderiranno».

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Pubblicato il 08 Novembre 2004
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