Spaccio di droga, arrestato ventiduenne
L’allarme era partito al 113 da una telefonata anonima che segnalava un sequestro di persona. Poi la Mobile ha indagato, arrestando un giovane
«Correte, c’è stato un sequestro di persona». Questo l’allarme lanciato ieri mattina al 113 di Varese, e che ha messo sul chi va là gli agenti. Poi, per fortuna, tutto si è risolto, con il “semplice” arresto di un giovane di 22 anni di Arcisate per spaccio di stupefacenti.
L’allarme, si diceva, era nato dalla richiesta di intervento: un cittadino, rimasto anonimo, aveva assistito a una scena inquietante: in piazza Litta, a Varese nei pressi di villa Panza, un giovane era stato costretto con la forza a entrare in un’auto tra spintoni e pugni. La vettura, una Fista era poi fuggita.
La polizia arrivata sul posto, ha rintracciato subito il giovane segnalato come vittima del sequestro grazie alle indicazioni ricevute per telefono. Il giovane, 26 anni, si trovava nella sua abitazione nei paraggi e ha da subito minimizzato, benchè avesse qualche segno di violenza sul viso. Alle domande dei poliziotti il ragazzo rispondeva di essersi limitato ad aver discusso animatamente con l’aggressore ma che non c’era nulla di cui preoccuparsi. Invece gli agenti della mobile hanno iniziato a indagare: secondo alcuni testimoni, infatti, nel corso della colluttazione l’aggressore avrebbe detto ad alta voce frasi del tipo “me li devi ridare” e “chi si fa gli affari suoi campa cent’anni”, che avevano fatto insospettire i poliziotti.
Gli inquirenti sono così risaliti, dall’auto e dal nome di battesimo, all’abitazione di un ragazzo di Arcisate. Nella casa hanno trovato alcuni grammi di coca, bustine, marijuana e il necessaire per il confezionamento di stupefacenti.
Il giovane è così finito in carcere con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e violenza privata.
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