Legambiente a congresso presenta il suo “piano”

Duecentoventi delegati, in rappresentanza dei 120 Circoli locali della Lombardia, hanno portato nel capoluogo le istanze ambientali dell'intera regione.

«Un Congresso regionale non rivoluzionario negli esiti, sicuramente meno animato e diviso di quello di quattro anni fa, ma che conferma la solidità e l’importanza dell’azione di Legambiente in Lombardia». Il commento sul Congresso regionale del Cigno Verde è di Stefano Marcora (foto), presidente del Circolo di Busto Arsizio, che non ha mancato di inviare una propria qualificata rappresentanza all’importante evento, tenutosi sabato 27 e domenica 28 novembre presso il Politecnico di Milano. 220 delegati, in rappresentanza dei 120 Circoli locali della Lombardia, hanno portato nel capoluogo le istanze ambientali dell’intera regione.

Il risultato finale, in qualche misura scontato, è stato la riconferma di Andrea Poggio alla guida di Legambiente Lombardia, con Ennio Rota quale vice. Nessuna novità, dunque? «Una novità c’è, invece» osserva Andrea Barcucci (foto), altro militante "storico" di Legambiente Busto Arsizio. «Si tratta del Piano d’Azione per lo Sviluppo Sostenibile presentato da Poggio, che questa volta ha messo d’accordo tutti». Esso si articola in quattro punti salienti: riduzione delle emissioni di gas serra, riduzione del danno alla salute da inquinanti, aumento e buona gestione delle aree protette, politica di piani e contratti sulle acque, i materiali e i rifuti. Significativa anche la richiesta di un assessorato regionale allo Sviluppo Sostenibile, specie in una situazione globale in cui, come denuncia il documento "Petrolio senza alternative" di Marzio Galeotti, i discorsi sulle fonti energetiche rinnovabili assumono sempre più il carattere di una presa in giro e di una "carota" per gli ambientalisti da parte di un sistema politico-industriale per nulla interessato al loro sviluppo. «Quanto a noi, abbiamo presentato una mozione per rafforzare il legame tra la struttura regionale di Legambiente e i circoli locali, in particolare strutturando coordinamenti come il nostro del Sud Varese» racconta Marcora.

In passato l’appoggio dato da Legambiente al Patto per lo Sviluppo voluto dal presidente Formigoni aveva lasciato molti insoddisfatti. «Addirittura l’anno scorso si era avuto il clamoroso abbandono dell’associazione da parte del Circolo di Merone (CO), uno dei più politicamente caratterizzati» racconta Barcucci. Ma non mancano altri campanelli d’allarme: dall’analisi dello stato di salute dei circoli emerge infatti che Legambiente sta rapidamente invecchiando con la generazione dei suoi fondatori, e il tesseramento incontra crescenti difficoltà. Perchè i 7500 soci circa del 2004 non diminuiscano occorreranno cambiamenti importanti.

Un aspetto interessante emerso dal Congresso regionale del Cigno Verde è la politica del car sharing (ossia l’utilizzo di un’automobile da parte di più persone, a turno secondo orari prefissati, in modo da ridurre il numero di mezzi circolanti, ndr), cara ad Andrea Poggio. Il car sharing diverrà infatti una società a responsabilità limitata, con Legambiente regionale e milanese e le persone fisiche già coinvolte nel progetto quali soci.

Domenica 28 novembre Formigoni e Penati hanno parlato al Congresso in rappresentanza di Regione e Provincia di Milano. «Non si capisce perché a noi tocchi essere additati come nemici dello sviluppo perché vogliamo ridiscutere opere di vecchia concezione che sono state decise sulla testa dei cittadini e dei sindaci come la Brebemi o la Tangenziale Est esterna», ha detto Penati, «mentre debba farla franca chi fa viaggiare i pendolari della Lombardia stipati come bestie su vagoni fatiscenti». Formigoni ha invece apprezzato la propositività dell’ambientalismo di Legambiente «che non dice solo dei NO», e ha sottoscritto in pieno il Piano d’Azione proposto da Poggio, dal quale intende prendere spunto per la sua azione di governo regionale. «La Lombardia è un avamposto dove si svolgono battaglie nuove e prendono vita nuove politiche, e ha un ruolo centrale per noi» ha riconosciuto il presidente nazionale di Legambiente Roberto Della Seta, chiarendo l’autonomia dell’associazione dagli schieramenti politici – dato che non emergeva così chiaramente dall’intervento del presidente onorario Ermete Realacci, impegnato in politica con la Margherita. Tra gli altri politici sfilati al congresso vi sono stati Carlo Monguzzi, tra i fondatori di Legambiente Lombardia, Milena Bertani, presidentessa del Parco Ticino, e ancora Panzeri e Dalla Chiesa.

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Pubblicato il 03 Dicembre 2004
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