Il paese scosso da quattro morti
Il racconto del sindaco Brovelli, arrivato sul posto poco dopo la sparatoria. Alla base del plurimo omicidio «dissapori famigliari»
«Ho appreso la notizia casualmente, poi le chiamate delle forze dell’ordine e la visita sul luogo della sparatoria. Neppure un’ora dopo l’accaduto c’era un grande via vai di carabinieri, poi è arrivato il magistrato».
Commenta così Claudio Brovelli sindaco di Somma Lombardo, a caldo, l’omicidio avvenuto all’ora di pranzo a Maddalena, frazione di Somma. Per terra i corpi di quattro persone.
La notizia arriva in un giorno che dovrebbe essere un momento di festa per il paese: ricorre oggi la festività di Sant’Agnese, patrona di Somma Lombardo. (foto sopra: Claudio Brovelli)
Gli uffici del comune sono chiusi, gli impiegati in ferie. La notizia ha fatto in pochi minuti il giro del paese. Il sindaco conosceva Efisio Serra, l’uomo che, per motivi ancora da chiarire, ha aperto il fuoco contro tre persone, per poi togliersi la vita. Ma, nonostante questo, è ancora difficile comprendere il movente della tragedia.
«Efisio aveva la mia età – afferma il sindaco – : 55 anni. Era da poco uscito dal carcere. Problemi con la giustizia ne aveva avuti fino da quando era poco più che adolescente».
Sembra che Efisio Serra fosse agli arresti domiciliari, ma col permesso di uscire di casa dalle 10 alle 17. Ma non è possibile ancora chiarire i motivi veri che lo hanno spinto ad uccidere la sorella, la nipote e un’altra donna che in quel momento stava nel bar, un punto di ristoro sulle sponde del Ticino, esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco che hanno raggiunto anche un altro avventore. Poi l’uomo ha rivolto l’arma verso di sé, togliendosi la vita. Una prima ipotesi, abbozzata dallo stesso Brovelli e poi confermata dal Tenente Colonnello dei carabinieri Eduardo Russo (nella foto), risiederebbe in «dissapori famigliari» maturati dal Serra nei confronti dei parenti.
Resta lo sconforto delle numerose persone che hanno fatto capolino sul luogo della tragedia; in tanti a Somma conoscevano difatti Lorella Tovo, che gestiva un negozio di fiorista nei pressi del consorzio agricolo e che ha avuto la sfortuna di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato.
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