Volare: «Abbiamo il diritto di essere informati»
Piloti e assistenti di volo di Volare si sono radunati sotto la sede della compagnia a Gallarate e al Terminal 1 di Malpensa per manifestare e per avere notizie sul futuro
Questa volta è toccato a piloti e assistenti di volo organizzare due presidi di protesta, uno sotto la sede di Volare Group, in via Noè a Gallarate e uno al Terminal 1 di Malpensa. L’Anva-Uil trasporti e la Filt Cisl hanno radunato una cinquantina di dipendenti, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su una situazione che rimane «un grande punto interrogativo» e per sollecitare i vertici aziendali a «fornire risposte concrete sul futuro» dell’azienda e dei dipendenti. «Siamo qui – dice Francesco Mancino, pilota della compagnia – per farci sentire e per avere finalmente delle risposte concrete sul futuro dell’azienda. Il dialogo è fondamentale per stabilire cosa fare del nostro futuro. In tanti hanno rinunciato a offerte di Myair e Ryanair per rimanere qui, ci devono dare più attenzione».
Le rivendicazioni sono chiare ed esplicite: «Per prima cosa
vogliamo sapere cosa ne sarà di questa società e quindi dei nostri posti di lavoro» afferma Ugo Pinotti, copilota. «Poi vogliamo la garanzia che, se si ricomincia, siano previste le rotazioni di piloti e copiloti – dicono in coro i comandanti Rossi, Piccolo e Matteoli – per darci la possibilità di mantenere le licenze e le qualifiche, che scadono tre mesi dopo l’ultimo volo effettuato. Volare è ferma dal 19 novembre, il 19 febbraio scadrà il primo livello di qualifiche. Noi siamo disposti ad andare incontro alla proprietà, pagando di tasca nostra i corsi di qualificazione, ma ci devono permettere di farli. Al contrario c’è qualcuno, e non pensiamo a Rinaldini, che ci impedisce di fare corsi e prendere brevetti. Noi senza non possiamo lavorare, né in Volare, né altrove».
Anche le assistenti di volo sono sul piede di guerra: «Abbiamo il diritto di avere informazioni. Non ci comunicano nemmeno le graduatorie di anzianità – lamenta Laura Taddei – accampando la scusa della legge sulla privacy. Ci sentiamo prese in giro». Inoltre, è diffusa la denuncia di una diversità di trattamento sospetta perché troppo riguardosa nei confronti delle assistenti di volo di Air Europe: «Non si capisce perché debbano lavorare solo le assistenti della Air Europe – dice Angelica Cavallaio – e non si fa invece una seria rotazione. Nella compagnia eravamo 150 di Volare Airlines e 92 di Air Europe. Ebbene, lavorano solo queste ultime, mentre le altre aspettano a casa, senza stipendio da quattro mesi e dopo aver lavorato gratis per un mese e mezzo pur di contribuire al salvataggio dell’azienda».
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