In manette quattro “soldati” della ‘ndrangheta: si addestravano nei boschi
Arrestati quattro giovani, tutti fra i 25 e 31 anni, fiancheggiatori della ‘ndrina di Cutro, nel Crotonese. Sequestrati fucili di precisione e un arsenale in munizioni
Vere e proprie esercitazioni a fuoco con fucili a pompa, micidiali a breve distanza, e con carabine di precisione, per tenere sotto tiro da centinaia di metri. Ma per testare i “ferri del mestiere” per agguati e rapine, però, hanno scelto i boschi dell’Alto Varesotto. Sono finiti così in manette a Marchirolo quattro giovani originari di Cutro, nel Crotonese, sospettati di essere fiancheggiatori di una ‘ndrina, vale a dire un clan locale affiliato ‘ndrangheta, l’organizzazione malavitosa attiva in Calabria.
Tre delle persone arrestate lunedì pomeriggio dai carabinieri del nucleo operativo di Varese e della compagnia di Luino sono domiciliati a Quattro Castelle, paese alle pendici degli Appennini, in provincia di Reggio Emilia, mentre un quarto è residente a Marchirolo.
Sembra che il quartetto, composto da giovani impiegati come manovali, si fosse dato appuntamento per la “prova generale” di un’azione criminale in grande stile. Le armi, un fucile a pompa e due fucili di precisione con le matricole abrase – fanno intendere i carabinieri di Luino – venivano con ogni probabilità dalla vicina Svizzera. E anche il luogo scelto per l’esercitazione a fuoco è poco distante dal confine elvetico. Si tratta dei boschi della frazione montana di Marchirolo, nei pressi dei “Sette Termini”.
I quattro avevano scelto la zona perché isolata. Per raggiungere il luogo dell’addestramento i quattro si erano serviti di due autovetture, impiegate dal commando per trasportare anche centinaia di munizioni.
I militari sono stati avvisati da alcuni cittadini che avevano notato strani spari in una zona dove la caccia è chiusa. Nel pomeriggio, poi, il blitz.
Secondo i carabinieri sarebbe in corso una fitta attività investigativa per verificare i motivi di questi addestramenti; in particolare si indaga sulla possibilità che i quattro stessero preparandosi per eseguire un omicidio o una rapina, considerati i precedenti a loro carico, in particolare reati contro la persona e il patrimonio. I quattro sono ora in carcere; la loro posizione è al vaglio della Procura della Repubblica del capoluogo.
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