Lorenzini: 43,6 miliardi bruciati, creeremo osservatorio permanente

L'allarme da uno studio di Confesercenti: burocrazia troppo farraginosa la causa degli sprechi della Pubblica amministrazione

1996-2005: quasi dieci anni di sperperi della pubblica amministrazione, 40 miliardi bruciati ogni anno da una burocrazia pesante e farraginosa, 300 casi eclatanti di sprechi accertati, 3,6 miliardi di euro andati in fumo soltanto per 30 degli ultimi 100 casi emersi. Sembra un bollettino di guerra, ma in realtà è soltanto il bilancio, parziale ed impressionante, degli sprechi che la Confesercenti è riuscita a portare alla luce con la sua ricerca, avviata nel ’96 e giunta quest’anno alla terza edizione.

Un’indagine che ha preso in considerazione soltanto alcuni dei fatti più clamorosi, a cui si sommano però le solite disfunzioni burocratiche portando lo spreco nazionale a ben 43,6 miliardi di euro in un anno.
«Si tratta della punta di un iceberg – ha sottolineato il presidente della Confesercenti, Cesare Lorenzini,  la cui parte visibile è rappresentata da acquedotti costati centinaia di milioni di euro e mai lambiti da una sola goccia d’acqua, dighe completate e vuote perché prive di condutture, enti proliferati in modo esponenziale senza alcun motivo ed utilità, autostrade che per lunghi tratti rimangono trappole che sequestrano per intere giornate ignari automobilisti, nonostante decenni di lavori e cifre impressionanti “investite”. I casi sono talmente tanti che è difficile anche solo selezionarne alcuni per dare un’idea della situazione. Una situazione grave, a volte grottesca e persino comica, ma che provoca sempre grande indignazione ed insieme malessere e preoccupazione».

«Indignazione – precisa Lorenzini – per la quantità di denaro pubblico sperperato, mentre le famiglie italiane sono ormai affette da una sfiducia cronica sul futuro dell’economia italiana, con pesantissimi riflessi sui consumi e quindi sulla possibilità di rilanciarla; preoccupazione perché in questi dieci anni abbiamo continuato a raccogliere casi di spreco a piene mani, senza avere mai la percezione di un fenomeno in diminuzione. E se quello che emerge è questo, vengono i brividi ad immaginare la parte sommersa».

«Dobbiamo intervenire subito per frenare questo onerosissimo problema che, soprattutto nel Mezzogiorno rappresenta anche una importante fonte di corruzione e di finanziamento della criminalità organizzata».
Le regole sugli appalti dei lavori pubblici non bastano più. Si richiedono nuove norme e rigorosi controlli per bloccare società “pulite”, ma complici della criminalità mafiosa.
«Il nostro obiettivo – conclude Lorenzini – è quello di trasformare questo strumento periodico di analisi degli sprechi in un Osservatorio Permanente di denuncia e di pressione per cambiare un andazzo che un Italia indebitata ed a bassa crescita non può promettersi».

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Pubblicato il 16 Aprile 2005
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