«Quella è una strada della morte, qualcuno si muova»

Due morti in pochi mesi e la preoccupazione dei residenti che denunciano il pericolo: «Su quella strada si corre troppo». Il sindaco: «Tra un mese verrà posizionato un semaforo»

La strada è la provinciale 69, “via per Angera”, si legge sullo stradario. Ma i residenti la chiamano “la strada della morte”. Sembra il titolo di un film, ma è vero. Basta chiederlo ad Alessandra Brun e a suo marito Andrea Cavicchiolo che domenica scorsa hanno visto morire di fronte a loro Massimiliano Mobilia, vittima di un incidente stradale. A ricordare il giovane, qualche mazzo di fiori sullo spartitraffico, dove si vedono ancora i segni dello scontro.

Andrea e Alessandra, gestiscono il campeggio “Lido Ok” di Lisanza, a poca distanza da Sesto Calende, proprio di fronte al punto in cui qualche giorno fa c’è stato l’incidente, ma anche a due passi da dove il primo gennaio scorso una giovane ragazza ha perso la vita, investita; dove un’auto ha sfondato un muro di cinta di una casa, ribaltandosi; e dove, sempre domenica scorsa, un altro motociclista ha rischiato di perdere la vita. L’elenco potrebbe andare avanti, e di molto. «Il problema è la velocità, che certo dipende da chi è alla guida in quel momento – spiegano – ma certo un rettilineo prima di una curva, l’assenza di strisce pedonali e di marciapiedi non aiutano a risolvere la situazione».

Questo tratto di strada, che permette di raggiungere Laveno partendo da Sesto Calende è una striscia d’asfalto in mezzo al verde, e numerosi sono gli innesti a “T” sulla provinciale. «E’ un posto pericoloso soprattutto per i pedoni che scendono dal pullman e che si trovano tra l’asfalto e l’erba, senza nessun riparo dalle auto che arrivano “sparate” da entrambe le direzioni – spiega Alessandra – . Ricordo una sera dell’estate scorsa un’auto che è entrata nel campeggio a tutta velocità: ha rischiato davvero di ammazzare chi in quel momento stava per fortuna fuori dalle tende». La soluzione? «L’ideale sarebbe posizionare delle rotatorie, almeno tre – dice Andrea – se ne è parlato tempo fa, ma poi non si è saputo più nulla».

La strada, che tutti chiamano provinciale, in realtà è passata da un mese di competenza del comune, come spiega il sindaco di Sesto Calende (di cui Lisanza è frazione) Eligio Chierichetti. «Convengo che su quella strada vada fatta una rotatoria – spiega il primo cittadino – ma per il momento il primo provvedimento che abbiamo inteso prendere è l’installazione di un semaforo a chiamata. Il via libera per la realizzazione di quest’opera, che è prevista nel piano regolatore è già stato dato. La sua realizzazione avverrà tra un mese. Poi cercheremo di verificare la possibilità di studiare rotatorie o soluzioni viabilistiche in grado di risolvere il problema della velocità».

Nel frattempo ci si arrangia come si può. Marisa Mancini, che abita al civico 106, dice di incrociare le dita ogni volta che deve uscire con la macchina da casa, perché ha paura di chi impegna la strada con sorpassi proprio di fronte alla sua abitazione. Due numeri più indietro la signora Pinuccia Deghi (foto), di 72 anni si è invece rassegnata: «L’unica soluzione che ho per non farmi investire è quella di dover camminare in equilibrio precario sul muretto, per uscire di casa: sono anni che lo faccio, ma del resto è sempre meglio che andare a finire sotto a una macchina».

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Pubblicato il 19 Maggio 2005
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