Reguzzoni “in cattedra”contro la burocrazia
Il suo intervento ha chiuso il corso di Economia pubblica alla LIUC
Il ruolo della pubblica amministrazione in quest’ultimo decennio ha subito radicali trasformazioni. Sono stati avviati processi di decentramento amministrativo da un lato, e fiscale dall’altro. L’organizzazione amministrativa è cambiata ed è aumentata di conseguenza la responsabilità delle Pubbliche Amministrazioni e sono mutati i rapporti tra il pubblico e il privato nell’ambito del diritto amministrativo. In breve, l’ente territoriale è diventato anche il promotore dello sviluppo economico.
Per questo all’interno del suo corso di Economia Pubblica di cui è docente, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattaneo, Francesco Boccia ha proposto agli studenti dell’Università la testimonianza del Presidente della Provincia di Varese, Marco Reguzzoni che nel suo intervento "Economia pubblica alla prova del decentramento e delle riforme costituzionali" ha delineato l’esperienza della Provincia di Varese comeparticolare esperienza di governance nell’affrontare il processo di decentramento e le riforme costituzionali.
L’intervento del Presidente Reguzzoni, che ha concluso il corso, ha offerto agli studenti l’opportunità di meglio comprendere le reali problematiche nella gestione di un’amministrazione pubblica: dal difficile rapporto tra i livelli istituzionali e le peculiarità del territorio, alla gestione del decentramento amministrativo e di quello fiscale, al superamento delle logiche burocratiche nell’organizzazione e amministrazione degli enti pubblici.
Evidenziando con esempi dei casi pratici di sovrapposizioni di competenze nella costruzione di opere pubbliche e nella gestione del territorio, Reguzzoni ha evidenziato come l’eccesso di burocrazia e l’eccessiva ingerenza del potere centrale sia di ostacolo al funzionamento degli enti territoriali: in particolare evidenziando l’eccessiva rigidità della normativa statale per quanto riguarda la gestione ordinaria degli uffici dell’ente locale. «La Provincia di Varese, con i suoi quasi 1.000 collaboratori – ha spiegato Reguzzoni – si trova a dover fronteggiare nuove attribuzioni quali la formazione professionale e il collocamento dei lavoratori tramite gli "sportelli lavoro", svolgendo tali attività in una delle aree più industriali del Paese. Per assolvere in maniera efficiente tali funzioni ha necessità di una struttura dinamica e snella e non di una burocrazia meccanica come quella che ha condizionato per decenni gli enti statali: si tratta infatti di un modello antistorico, di derivazione centralizzata, che impedisce, ad esempio, di commisurare il trattamento economico dei dirigenti in servizio in base al raggiungimento degli obiettivi: una metodologia che stimolerebbe ad un maggiore impegno premiando e motivando le persone».
Un altro aspetto negativo, secondo il Presidente della Provincia, è rappresentato dall’attuale meccanismo di alimentazione della finanza locale, che distoglie a favore dello Stato notevoli risorse generatesi sul territorio mentre, per contro, l’ente territoriale deve far fronte a necessità, come ad esempio la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici, che in passato era curata dallo Stato e che, per la Provincia di Varese, assorbe una quota molto considerevole delle proprie entrate.
Rispondendo a domande degli studenti, il Presidente Reguzzoni si è infine soffermato sul progetto di riforma costituzionale in senso federale all’esame del Parlamento: secondo lui si tratta di un progetto che «va completato» per risolvere pienamente il problema di un decentramento, che deve essere attuato «non solo nelle responsabilità, ma anche nelle connesse e imprescindibili risorse».
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