Camicie nere e ultras da molte città d’Italia
Per l'ultimo saluto a Claudio Besano è stata invasa dalle forze dell'ordine e da tanti giovani di estrema destra
A salutare Claudio c’era tutto il paese, ma non solo.
In una giornata tornata calda sono arrivati in centinaia da Milano, Verona e altri centri. Qualcuno è arrivato anche dalla vicina Svizzera. A fare gli onori di casa i locali Bood and Honour (sangue e onore).
Molte teste rasate, ma soprattutto magliette e camicie nere. Per tanti di loro una sorta di divisa con tanto di indicazione del gruppo di appartenenza. Tatuaggi inquietanti e scritte poco cordiali sulle magliette. Le parole di pace e distensione di monsignor Stucchi e i tre ulivi sul sagrato della chiesa sono l’altra faccia di questa medaglia. Soddisfatti i vertici della Fiamma tricolore, presenti al funerale. «Mi dispiace dirlo in questo momento – dichiara Dario Frattini-. Oggi sono arrivati da tutta Italia, molti dal Veneto e da Milano. Peccato che ultimamente ci vediamo solo ai funerali».
Una giornata che fin dai giorni scorsi si preannunciava tesa. Besano era chiusa al traffico nella sua via centrale tra la Chiesa e la piazza di fronte al bar Lory, proprio dove il giovane albanese Vladimir Mnela ha accoltellato Claudio uccidendolo.
Il dispiegamento delle forze dell’ordine è massiccio anche se discreto. Carabinieri, polizia e molti agenti in borghese presidiano il paesino della Valceresio senza dare nell’occhio.
Una donna napoletana che vive da quindici anni a Besano urla la sua rabbia, ma sono gli stessi famigliari della vittima a placare gli animi. «Non siamo razzisti, siamo contro la criminalità e i clandestini» dice la sorella di Claudio Meggiorin.
Ora il timore che qualcosa di pericoloso possa accadere si sposta a Varese e alla manifestazione che i giovani hanno organizzato. È difficile credere che tanta gente sia arrivata da lontano, senza per altro partecipare nemmeno alla Messa, solo per un saluto discreto.
Difficile anche credere che gli stessi abbiano ascoltato le parole di distensione e pace di monsignor Stucchi. Ora resta comunque da attendere solo poche ore per capire se Varese dovrà subire ancora una ferita o se invece, come ci si augura tutti, la manifestazione farà solo esplodere una rabbia verbale e tutto rientrerà in slogan o in parole d’ordine.
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