Corteo a Varese, la cronaca
Minuto per minuto la testimonianza e le foto della manifestazione che ha attraversato la città
Ore 18.15: «Questo è un corteo pacifico per la legalità, contro l’immigrazione clandestina e per ricordare nostro figlio. Chiunque voglia approfittare e creare disordini se ne vada a casa». Gianpaolo ed Elisabetta Meggiorin, i genitori di Claudio, presenti a Varese, lanciano un appello per mantenere la calma. Il corteo sta per attraversare le vie del capoluogo per ricordare loro figlio Claudio, morto sabato sera accoltellato da un albanese clandestino. In tutto è stimato che siano almeno 300 le persone che stanno per partire verso il centro di Varese. Molte le teste rasate arrivate da Milano, dalla Svizzera e dal Veneto. Questo il tragitto: partenza da piazzale Ippodromo, viale Aguggiari, via Grandi, via Staurenghi, via Sacco, piazza Montegrappa.
Ore 18.40: Poco prima della partenza del corteo prende la parola al megafono Gianpaolo Meggiorin: «Ringrazio tutti, non sapevo che mio figlio avesse così tanti amici. Questo corteo servirà per ricordarlo ma anche per affermare la legalità». Uno degli organizzatori del corteo, sempre al megafono, ha detto che «oggi abbiamo dato il più grande schiaffo morale a tutti quelli che hanno scritto cazzate. Comportiamoci bene».
Ore 18.45: Vengono sollevate due gigantografie di Claudio Meggiorin, parte un applauso, la folla inizia a camminare verso il centro. In testa al corteo ci sono la madre, il padre e la fidanzata di Claudio. Tutti continuano a raccomandare di non creare disordini e a non lasciare il perimetro del corteo. Secondo la prefettura al momento della partenza i partecipanti sono 500.
Ore 19.00: In viale Aguggiari continuano i cori in ricordo di Claudio. Le forze dell’ordine mantengono un attegiamento discreto. A duecento metri circa si vedono camionette della polizia e agenti che si spostano di pari passo con il corteo. È la riserva pronta ad intervenire in caso di pericolo.
Ore 19.30: I manifestanti arrivano in via Staurenghi, all’altezza dell’incrocio con via Morandi, la strada che porta al carcere dei Miogni. Il corteo si ferma e scandisce altri cori in memoria di Claudio Meggiorin in direzione del carcere. Il corteo rimane tuttavia compatto e riparte alla volta del Comune, in via Sacco. All’altezza del portone principale i manifestanti si fermano e la tromba inizia a suonare il silenzio. Alcuni agenti, in tenuta antisommossa , si ritraggono dalla vista dei manifestanti.
Ore 19.45: il corteo raggiunge piazza Monte Grappa, stracolma di persone. Si calcola che il numero di manifestanti ha raggiunto quota settecento. Un ultimo appello alla calma dei genitori di Claudio Meggiorin. Rimangono presenti in forze gli uomini delle forze dell’ordine, che hanno bloccato l’accesso di via Aldo Moro e di via Volta, e gli striscioni in ricordo di Claudio Meggiorin che vengono appesi sulla recinzione del cantiere della piazza.
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