Rossella Locatelli alla guida di una facoltà che sta crescendo
Intervista a Rossella Locatelli, da poco riconfermata preside della Facoltà di economia dell'Insubria di Varese
«Sono contenta anche se, con tutto quello che c’è da fare, dovrò continuare a rimboccarmi le maniche» sorride e scherza, Rossella Locatelli, da poco riconfermata alla guida della Facoltà di Economia dell’Università dell’Insubria di Varese. Tra impegni, convegni, iniziative e lezioni si è concluso il suo primo mandato come preside dell’ateneo varesino e in cantiere brillano già nuove idee e voglia di mettersi in gioco.
È la preside più giovane dell’ateneo, riveste un incarico di primissimo piano ed è anche la prima donna, nella storia dell’Insubria a ricoprire l’incarico di preside.
Le è mai capitato, per quest’ultimo motivo, di incontrare ostacoli o pregiudizi?
«Le difficoltà non mancano, ma sono le stesse che si possono trovare in ogni altro lavoro. Fortunatamente l’ambiente universitario tende a valutare le persone per le loro capacità anche se qualche volta il fatto di essere una donna non è un punto a favore. Occorre impegnarsi un po’ di più, fare un po’ più fatica ma soprattutto essere motivati e non sentirsi mai in difficoltà».
Ha parlato di motivazione e gli studenti? Le sembrano motivati?
«Sì, certamente. Alcuni hanno scelto di frequentare questa facoltà già con idee precise per il futuro, altri con la volontà di intraprendere un percorso che aprirà loro nuove strade, in ogni caso gl’interesse degli studenti è vivace»
Quali sono secondo lei le loro ambizioni?
«Sono tante e diverse. E c’è qualcuno con una marcia in più. Alcuni dei nostri laureati sono riusciti ad intraprendere carriere brillanti, diventare dirigenti, lavorare in borsa o ricoprire incarichi di responsabilità»
Si ricorda qualcuno in particolare?
«Mi viene in mente la prima studentessa che si è laureata all’Insubria. Dopo gli studi si è guadagnata un contratto come ricercatrice negli Stati Uniti. Non le mancava la voglia di staccarsi dal territorio e di spingersi oltre i confini della provincia. Oggi dover mettere in conto di spostarsi, anche lontano da questo territorio, è una prerogativa quasi inevitabile. La nostra facoltà ha sempre cercato di favorire gli studenti che vogliono fare esperienza all’estero promuovendo progetti erasmus e altre iniziative di interazione con l’estero».
Dal punto di vista del territorio invece, qual è il ruolo di una facoltà di economia in un contesto in piena trasformazione com’è quello di Varese?
«È soprattutto un ruolo di sollecitazione e approfondimento ma non ancora completamente valorizzato. Finora le nostre iniziative, in particolar modo i convegni, i corsi di aggiornamento, i master e le ricerche, hanno dato risultati incoraggianti e ci hanno permesso di interagire con gli attori locali. In questi ultimi anni la facoltà di economia è cresciuta e sta tuttora crescendo»
Quali sono i prossimi traguardi?
«Vogliamo prima di tutto migliorare la didattica. Rivedere gli indirizzi delle lauree triennali e specialistiche e cercare di disegnare in modo più netto i vari percorsi formativi. L’idea di fondo è quella di tracciare indirizzi più precisi e specializzati. Per questo motivo anche il passaggio dalla laurea triennale alla specialistica verrà rivisto»
Cambierà anche la qualità del servizio? Alcuni uffici si stanno già preparando a traslocare, quando inizierà l’attività nella nuova sede a Bizzozero?
«La struttura è quasi pronta, l’obiettivo è di finire il trasferimento entro settembre. Nella seconda metà di luglio si sposteranno la biblioteca e i laboratori. Spostare libri e attrezzature richiederà però del tempo e questi servizi verranno sospesi per circa un mese. Nel frattempo gli studenti dovranno pazientare per un po’ ma sarà un piccolo sacrificio che verrà ripagato dalla qualità della nuova struttura: un ambiente più accogliente, nuove aule, grandi e attrezzate, più spazio verde e per le attività sportive»
Tra gli studenti c’è qualche perplessità per quanto riguarda il traffico e i trasporti. L’università presenterà qualche proposta?
«Sì, stiamo cercando delle soluzioni. L’idea è quella di ottenere un servizio navetta dalla sede al centro di Varese o in alternativa un intensificazione delle linee del trasporto pubblico».
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