Niente più barbiere o parrucchiere: da oggi c’è l’acconciatore
E' stata approvata definitivamente la nuova disciplina dell'attività professionale. Giorgio Merletti, Presidente dell'Associazione Artigiani: «Una rivoluzione normativa del tutto positiva»
«Finalmente dopo 40 anni di attesa è nato l’acconciatore ‘europeo’, grazie ad una ‘rivoluzione’ normativa che con un apposito iter formativo qualifica gli imprenditori e tutela i consumatori».
Così l’Associazione Artigiani della Provincia di Varese – Confartigianato commenta l’approvazione definitiva da parte della X Commissione Industria del Senato della "Disciplina dell’attività professionale di acconciatore"
«Si tratta di una ‘rivoluzione’ normativa del tutto positiva – spiega Giorgio Merletti, Presidente dell’Associazione Artigiani – che, grazie ad un iter formativo in linea con le disposizioni europee, qualifica gli imprenditori consentendo loro di migliorare la qualità dei servizi offerti ai consumatori. Un successo per il quale Confartigianato si è battuto a lungo. Da tempo, infatti, si è cercato di sensibilizzare il Parlamento affinché potesse essere rinnovata la normativa di settore vecchia ormai di 40 anni. Ma tanti ne sono passati senza che la legge attualmente vigente in materia di attività di barbiere e parrucchiere trovasse un adeguato aggiornamento».
Le ‘vecchie’ attività di barbiere per uomo e parrucchiere per donna vengono così unificate sotto la denominazione di "attività di acconciatura". Per esercitare l’attività professionale di acconciatore sarà necessario conseguire un’apposita abilitazione professionale con il superamento di un esame tecnico-pratico che dovrà essere preceduto da un periodo di formazione, di durata variabile, in cui si alternino momenti di approfondimento ‘teorico’ con esperienze dirette di pratica in imprese di acconciatura". Tra le materie fondamentali di studio sono previste la cosmetologia, la chimica, l’anatomia, la fisiologia, la dermatologia, la tricologia e l’informatica, oltre a una lingua straniera e alle normative di carattere nazionale e comunitario.
«Alle Regioni e ai Comuni – sottolinea Alberto D’Orsi, referente del gruppo acconciatori dell’Associazione Artigiani – spetterà però il compito di adottare le regole per favorire lo sviluppo del settore, valorizzando il servizio delle imprese di acconciatura anche nel quadro della riqualificazione del tessuto urbano e in collegamento con le altre attività di servizio e commerciali. L’intervento regionale, quindi, dovrà favorire un "equilibrato sviluppo" del settore che assicuri la migliore qualità per il consumatore, in particolare attraverso la disciplina degli orari minimi e massimi di apertura al pubblico, la pubblicità delle tariffe, la regolamentazione relativa ai requisiti di sicurezza».
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