Diario di un volontario italiano in Etiopia (4)
Agosto è stato il mese dei campi estivi organizzati dall’associazione che mi ha inviato in terra etiope. E’ stato un periodo molto importante, difficile. Non tanto per la conoscenza del paese o delle persone, quanto per le esperienze vissute sulla mia pelle e su quella di chi mi stava intorno. Il primo campo si è svolto a Dessie, nel Nord-Est del paese: giornate trascorse a fare animazione per i bambini del paese, cattolici, musulmani ed ortodossi. Bello, intenso, stancante, soprattutto per chi, come me, non è abituato a convivere con la vitalità dei bambini.
L’esperienza più forte è stata però senz’altro il campo di Debre Markos. In un centro gestito dalle sorelle di Madre Teresa che accoglie bambini orfani abbandonati perché sieropositivi.
Una marea di vitalità e di bambini, un campo di autentico servizio e sacrificio: medicazioni, animazione, insegnamento, ma soprattutto contatto continuo e condivisione. Difficile, non tanto per loro, quanto per i loro volti e, soprattutto, per tutto ciò che li circonda. Vedere bambini giocare con una palla di cartone in un corridoio e poco dopo veder passare il cadavere di una donna senza che loro si facciano minimamente toccare da tale visione è incredibile. E poi vederli continuare a sorridere, nonostante il volto scavato dalla debolezza e dai segni della malattia. Tanta vita, concentrata nel breve tempo che hanno a disposizione, ma straripante.
Sono proprio questi i segni che ti ricordano dove sei e con chi hai a che fare. Per non parlare dei corvi che aleggiano sopra le teste dei bimbi, sorvolando i diversi compound, come fossero un triste presagio di morte, nella normalità della loro vita. Sconvolgente, nel bene e nel male.
C’è stato anche il Capodanno etiope, l’11 settembre: giorni di festa pacata per questo popolo orgoglioso, mai conquistato da forze straniere, caso unico in questo continente colonizzato in ogni sua parte. Forse ne parleremo la prossima volta, magari con toni un po’ più leggeri. Nel frattempo…perdonatemi.
A presto
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