Gioco di squadra e un pizzico di fortuna. Le ragioni del successo della ricerca

Inaugurato il dipartimento di biotecnologie (dbsm)dell'Insubria: oltre 200 pubblicazioni, un brevetto europeo per la produzione di antibiotici e partnership internazionali prestigiose

«A ottobre compirò 82 anni. Ogni mattina di buon’ora vado in ufficio per reperire informazioni, anche su internet, perché il mio compito è dare informazioni ai colleghi per tenerli aggiornati. E proprio sulla  rete ho trovato i documenti che testimoniano quanto produce bene questa struttura, che prima o poi doveva nascere». Paolo Mantegazza, già rettore dell’università degli Studi di Milano, è intervenuto all’inaugurazione del dipartimento di biotecnologie (dbsm), insieme a Renzo Dionigi, rettore dell’università dell’Insubria, Marco Reguzzoni, presidente della Provincia, ai professori  Lilia Alberghino, Helke Hillebrand, Lanfranco Casotti.  ll risultato più recente di cui parla Mantegazza è un brevetto europeo per la produzione di antibiotici, mentre sono oltre 200 le pubblicazioni del dipartimento, tra cui quella del professor Roberto Tamarelli sui geni in grado di sopprimere i tumori e quella sulle basi molecolari della schizofrenia.

A Mirella Pilone, direttore del dipartimento, il compito di presentare la struttura. Le unità di ricerca sono 8:  si va dalla biochimica delle proteine alla bioinformatica, dalla genetica alla biologia molecolare. Accanto al personale, composto da 20 addetti, lavorano 14 dottorandi e 6 post-doc con assegno di ricerca, a cui si devono aggiungere un buon numero di  borsisti.
«Siamo una squadra affiatata – dice Mirella Pilone– che punta molto sui giovani. Copriamo l’intera area delle discipline biotecnologiche. Collaboriamo con prestigiose istituzioni accademiche  italiane e internazionali. Il nostro obbiettivo è quello di rinforzare le partenership in Asia dove esistono grandi opportunità scientifiche ed economiche.  Sono avviati rapporti con l’università giapponese di Tokuschima, quella di Shangai e con alcuni istituti dell’Asia centrale, come il Turkmenistan e l’Uzbekistan». 
La dimensione internazionale dell’università dell’Insubria è destinata ad aumentare grazie all’accordo che l’ateneo siglerà nei prossimi giorni con la prestigiosa università di Harvard.

Il dbsm sul territorio trova valide collaborazioni scientifiche ed anche preziose fonti di  finanziamento tra cui:  la fondazione Comunitaria del Varesotto, fondazione Cariplo, Regione Lombardia, che di recente ha  stanziato 60 mila euro da destinare a giovani ricercatori, Polo scientifico  tecnologico lombardo (Pstl).
Anche per  Marco Reguzzoni la ricerca ha un ruolo strategico per rilanciare l’industria varesina ed è per questo che il numero uno di Villa Recalcati ha rinnovato l’impegno dell’ente provinciale a fianco del nuovo dipartimento.
Efficienza, risorse, radicamento sul territorio, partnership con università straniere, gioco di squadra sono gli ingredienti per fare della buona ricerca, a questi Paolo Mantegazza aggiunge anche la fortuna: «Molto spesso i risultati migliori sono quelli inaspettati e talvolta quelli imprevedibili».

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Pubblicato il 21 Settembre 2005
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