Compostaggio a Ferrera: assemblea affollata
Moltissimi cittadini all'incontro informativo sul futuro dell'impianto, ma non ci sono ancora certezze
La questione è di quelle che scottano. Per questo venerdì sera il teatro comunale di Cassano era affollato di gente, in occasione dell’assemblea informativa sulle sorti dell’impianto di compostaggio di Ferrera: un faccia a faccia tra due membri dell’amministrazione, il sindaco di Cassano Valcuvia e presidente della Comunità Montana Marco Magrini e il sindaco di Laveno Mombello Ercole Ielmini, e i rappresentanti del Cisav (il Comitato Intercomunale Salvaguardia Ambiente Valcuvia), tra cui Sandro Boldrini. Un incontro informale perché i cittadini possano davvero essere consapevoli delle decisioni che in fin dei conti dovranno poi vivere sulla loro pelle.
Di parole, sull’impianto di compostaggio ora gestito dall’Econord, se ne sono spese tante, ieri come in passato. In realtà vere novità non ci sono: attualmente l’Econord ha il permesso di usare il centro solo come deposito dell’umido una volta alla settimana, dalle 11 alle 16, in una struttura rigorosamente al chiuso, questo per accumulare una quantità di umido sufficiente a giustificare l’uso di Tir di grandi dimensioni e, quindi, limitare le spese di trasporto senza creare ulteriori problemi di ‘puzza’ altrove – l’umido finisce addirittura fuori dalla provincia di Varese (nel Polesine, pare). Stando a sentire i sindaci non è possibile che si ripeta l’odissea sperimentata durante la gestione della Compoval: l’Econord, che non ha mai condiviso le tecniche portate avanti dalla Compoval, per poter ottenere qualsiasi ulteriore autorizzazione a procedere dovrà cambiare i processi di lavorazione – altrimenti, potrà andare avanti solo con il deposito. Gli ultimi episodi di ‘puzza’ registrati (alcuni risalgono ad appena un mese fa), sono ancora l’effetto dello sgombero del vecchio compost della Compoval; oggi l’impianto dovrebbe essere stato completamente svuotato.
In previsione del 24 ottobre, data in cui sarà approvata la seconda parte del Piano provinciale dei rifiuti, i sindaci hanno voluto fare il punto della situazione a livello provinciale: a partire da giugno (intanto che la Compoval cessava l’attività) la Provincia ha creato cinque sub-ambiti, ciascuno dei quali ha una propria gestione dei rifiuti. Il presidente del sub-ambito cui fa capo Ferrera, quello nord-occidentale, è Ercole Ielmini: «In realtà – come dichiara lui stesso – il potere dei sub-ambiti è solo consultivo, non decisionale. È stata creata una commissione di sei sindaci, due per ciascuna delle tre Comunità Montane del sub-ambito (in totale i sindaci sono 44, per le Comunità Montane della Valcuvia, della Valceresio e delle Valli del Luinese), che porta avanti proposte in merito allo smaltimento dei rifiuti; nei giorni scorsi è stato approvato un documento da presentare alla Giunta provinciale; se passerà andrà in Regione, l’ente che di fatto ha il potere di approvare il piano regolatore per i rifiuti, suddiviso in ambiti provinciali.» Nel documento, tra le proposte, c’è anche il centro di compostaggio di Ferrera: in tal modo potrà essere controllato dalle istituzioni; diversamente si sarebbe dovuto indicare un altro sito, e Ferrera non sarebbe si sarebbe comunque resa immune da futuri processi di compostaggio.
Quello che è certo è che intorno all’impianto di Ferrera, e intorno al business dei rifiuti in generale, ruotano notevoli interessi economici, anche se – come afferma Marco Magrini – «Il compostaggio non è risolutivo, per il compost occorre una percentuale del 20% di rifiuti, ma la normativa della Comunità Montana chiede di arrivare ad un 60% di raccolta. L’importante è dire no ai rifiuti provenienti dall’esterno (in passato arrivavano da Varese e persino da Cassano Magnago), evitando nello stesso tempo che siano i nostri rifiuti a creare problemi altrove. Il rifiuto può essere una fonte di risorsa.»
Esemplare, in questo senso, l’invito al compostaggio domestico: a Laveno Mombello chi usa un contenitore per il compostaggio di almeno 600 litri può usufruire dello sconto del 16% sulle tasse per lo smaltimento. Pensare globalmente e agire localmente, anche in questo caso, può essere una soluzione.
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