Dalla Cina un grido di libertà
Harry Wu, dissidente imprigionato per 19 anni nel "laogai", il sistema concentrazionario cinese, racconta gli orrori sofferti in patria
Una realtà ignota e terribilmente dolorosa, che affiora dai recessi più oscui della storia recente della Cina, verrà raccontata sabto 15 ottobre alle ore 15 presso la sala Conferenze del Museo del Tessile Sarà Harry Wu, uno tra i più noti dissidenti cinesi, a raccontare le sue esperienze di prigioniero del "laogai", il sistema concentrazionario della Cina comunista in cui fu rinchiuso e "rieducato attraverso il lavoro" per ben 19 anni. La sua colpa: essere nato in una famiglia "sbagliata", ricca, e pertanto automaticamente "controrivoluzionaria" per il regime maoista, che gli aveva già confiscato ogni cosa. L’incontro è organizzato da Alternativa Sociale e dal gruppo Excalibur di Lonate Pozzolo e vuole, nelle parole di Gianfredo Ruggero, presidente di Excalibur, ricordare che dietro il tumultuoso sviluppo economico cinese c’è ancora sfruttamento e violenza da parte di uno Stato autoritario e repressivo. Oltre a Ruggero, interverrà per Alternativo Sociale Fabio Castano.
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