Gavirate: sulla questione dei vigili è ormai bagarre
La decisione della giunta di svolgere il consiglio a porte chiuse ha scuscitato polemiche. Il Sindaco «Si deve tutelare la privacy. Non possiamo rischiare una denuncia»
Ormai la situazione è sfuggita di mano. La questione del corpo di polizia municipale e la rimozione del comandante Mauro Manfroni ha innescato una battaglia a tutto campo. Il prossimo appuntamento è per giovedì prossimo, 20 ottobre, quando si riunirà il consiglio comunale. Su richiesta del gruppo Uniti per Gavirate si parlerà del “Progetto sicurezza”. La discussione, ed è questo il pomo della discordia, avverrà a porte chiuse: la popolazione non potrà assistere alla discussione e nessuno dei consiglieri potrà raccontare quello che è stato detto in aula.
Contro la decisione della giunta Paronelli hanno preso posizione le opposizioni che stanno verificando nello statuto comunale la legittimità della scelta. Anche il sindacato della polizia municipale si è detto sbalordito dalla presa di posizione: «Non credo infatti – afferma la rappresentante del DICCAP Cristina Scolari – che parlando di un progetto sulla sicurezza si possano intaccare la moralità o l’integrità delle persone ne tanto meno creare danno all’amministrazione, unici presupposti per cui le norme prevedono la seduta di consiglio a porte chiuse. Ritengo quindi che questa sia la mossa di un’amministrazione ormai sulla via del declino non in grado di mostrare trasparenza davanti ai cittadini».
Ad arroventare il clima anche i volantini lasciati in giro per le strade di Gavirate venerdì scorso da un fantomatico Corvo che chiedeva lumi sulla “Scomparsa del sindaco Paronelli”.
Dalla finestra del suo ufficio, il primo cittadino osserva demoralizzato gli eventi: « È una situazione ridicola –afferma Felice Paronelli – si sta facendo un tale rumore come se fosse in gioco il destino dell’universo. Tutte queste vicende ci costringono a sforzi enormi che ci deviano dai problemi reali della comunità. Sulla questione del consiglio comunale a porte chiuse non trovo nulla di scandaloso: i legali ci hanno consigliato questa procedura perché la discussione toccherà questioni personali, problemi che avranno anche connotati penali. Io non voglio ritrovarmi una denuncia per violazione della privacy. Per me sarebbe molto più facile mettere in piazza i “panni sporchi”, le lettere, i documenti che ci sono arrivati, ma non possiamo farlo. Gli attacchi che ci muovono sono assolutamente strumentali: così facendo, però, non ottengono altro risultato che compattare ancora di più la maggioranza».
Qualsiasi cosa succederà giovedì sera in consiglio, sicuramente gli strascichi della questione proseguiranno nei giorni successivi. Gli agenti hanno preannunciato uno sciopero con volantinaggio per venerdì mattina, in assenza di segnali distensivi. Le opposizioni minacciano di mettere in piazza tutte le questioni sulla bilancia.
Per il “corvo di Gavirate” si preannuncia un periodo denso di spunti.
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