Autotrasportatori CNA in allarme per le nuove norme
L'associazione stima che, nella sola Provincia di Varese potrebbero essere costretti a chiudere l’attività centinaia d’imprenditori
Il 17 agosto scorso è entrato in vigore il Decreto che disciplina la riforma dell’accesso alla professione di trasportatore su strada di cose per conto di terzi e di viaggiatori. Una novità importante è quella che tutte le piccole imprese di Autotrasporto con veicoli con massa a pieno carico superiore a 1,5 tonnellate (n.b.: tutti i furgoni superano questo peso) dovranno adeguarsi a nuovi requisiti di capacità finanziaria e professionale. Tali disposizioni sono retroattive: cioè interessano anche le imprese che già operano da molti anni sul mercato ed in precedenza esenti dal dimostrare tali capacità.
Nella sola provincia di Varese le 1600 imprese circa di autotrasporto iscritte (circa il 50% delle imprese iscritte in provincia, la stragrande maggioranza delle quali artigiane), e le oltre 20.000 in Lombardia hanno tempo due o quattro anni – a seconda della data d’iscrizione – per dimostrare all’Albo degli Autotrasportatori il possesso di una capacità finanziaria aziendale pari a 50.000 euro e di avere nell’organigramma aziendale un preposto che abbia superato un esame ministeriale particolarmente impegnativo. Chi non ci riuscirà sarà cancellato dall’ Albo e dovrà chiudere la propria impresa di Autotrasporto.
Gli Autotrasportatori aderenti alla CNA/Fita, sia a livello nazionale, che a livello locale, hanno espresso tutte le riserve sul provvedimento
«Moltissimi imprenditori non hanno ora e non avranno tra quattro anni la capacità finanziaria di 50.000 euro – commenta Dino Barcaro, presidente provinciale degli autotrasportatori CNA – Il requisito finanziario doveva essere proporzionato alla dimensione strutturale dell’impresa: 50.000 euro di liquidità sono realistiche per le grandi imprese dell’Autotrasporto, viceversa impossibili per le piccole imprese».
CNA stima che, nella sola Provincia di Varese potrebbero essere costretti a chiudere l’attività centinaia d’imprenditori che dovranno essere ricollocati sul mercato del lavoro. Si tratta di persone e famiglie indebitate con le società di leasing dei veicoli e dai continui aumenti dei costi aziendali, in primis il gasolio e che già oggi riescono a stare sul mercato a fatica a causa di una concorrenza tariffaria spietata e spesso irregolare.
, che per alcune imprese si tradurrà in un aggravio burocratico, economico e di disponibilità di tempi, e per molte altre significherà cessare l’attività.
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