Freddo per strada, clima teso in sala consiliare

In tre ore di assise discussi solo tre punti all'ordine del giorno tra interventi fuori controllo e atteggiamenti di sfida delle minoranze

Gelo per strada e clima teso all’interno della sala Pozzi per il Consiglio comunale di Samarate. In 3 ore e mezza di seduta i punti discussi sono stati tre, con l’attenzione centrata sul riconoscimento del debito fuori bilancio dovuto all’ex dipendente comunale Angotti.
La vicenda ha le sue radici nel 2002, quando l’amministrazione comunale allora guidata dal sindaco Ermanno Venco decise di rinunciare all’area 5, quella della vigilanza, coordinata proprio da Angotti, che nel 2004 intraprese una causa presso il tribunale del lavoro per avere un risarcimento per danni morali e per l’interruzione forzata dell’impiego.

L’attuale giunta ha deciso, su consiglio dell’avvocato di fiducia del comunale, Morpurgo, nominato dalla precedente amministrazione, di procedere ad una transazione concordata per 15 mila euro, mettendo fine all’ormai annosa questione: «Vogliamo che tra i dipendenti comunali ci sia armonia, per favorire il lavoro e l’andamento della macchina comunale», ha detto il sindaco Vittorio Solanti. La minoranza si è barricata dietro tre questioni pregiudiziali, due inerente i tempi e le modalità, una inerente le spese di contribuzione e ritenute previste, considerando la delibera incompleta e poco circostanziata. Carlo Aspesi, consigliere della Lista civica per Samarate, a dispetto delle sue continue lamentele perché la maggioranza non darebbe spazio alle minoranze, ha presentato le questioni pregiudiziali intervenendo quattro volte per svariati minuti, seguito a ruota dai consiglieri Stefano Cecchin, che leggeva il giornale ogni volta che il sindaco Solanti prendeva la parola, in un gesto di aperta sfida non raccolta dal primo cittadino, e Luciano Pozzi di Forza Italia, Leonardo Tarantino della Lega Nord, che ha avanzato dubbi sul fatto che la transazione sia  conclusa e sul fatto che il debito sussista nei fatti, avanzando il dubbio che sia una questione politica decisa prima delle elezioni dalla maggioranza di centrosinistra «per favorire un dipendente comunale politicamente vicino alla giunta Solanti», ha detto il segretario provinciale del Carroccio.

Solanti ha escluso scelte politiche: «Sono stato lontano dalla vita comunale dal 1997 al 2005 – ha detto il sindaco -, non avevo nessun interesse se non quello di favorire il buon andamento e il buon clima all’interno della macchina comunale. Abbiamo chiesto una consultazione all’avvocato scelto dalla giunta Venco, chiudiamo questa vicenda convinti della nostra buona fede». Al voto partecipa solo la maggioranza: Forza Italia, Lega Nord e Aspesi si alzano e si accomodano sulle sedie del pubblico, dichiarando di non voler partecipare alla votazione. Il 2 dicembre al tribunale del lavoro di Busto Arsizio si chiuderà la vicenda, con la transazione tra le parti.

In apertura di seduta, nel question time, Samarate Oggi, il giornale comunale, ha avuto l’onore della ribalta. Aspre critiche da parte di Aspesi e Cecchin, sulle modalità di assegnazione dell’incarico e di gestione della redazione. Tarantino ha poi accusato la maggioranza di falsare la verità nel volantino distribuito alla popolazione samaratese nei giorni scorsi: «Fino ad oggi sono state discusse solo 7 interpellanze o interrogazioni promosse dalla minoranza, nella scorsa legislatura furono 32 nel 2004 e nel 2003, 41 nel 2001». In chiusura di seduta l’assessore Rino Rigato ha presentato l’assestamento generale al bilancio di previsione: «Non abbiamo utilizzato tutto l’avanzo libero – ha spiegato Rigato – per tenere una quota disponibile prudenzialmente per controllare l’andamento della Assc. Restano da usare 123552 euro». La manovra ammonta in tutto a 238 mila euro.

Mercoledì 30 novembre alle 21 in sala Pozzi la prosecuzione. Sarà una lunga notte: all’ordine del giorno il conferimento di capitale alla Assc, per cui Tarantino promette battaglia, l’approvazione del nuovo regolamento di contabilità comunale, una proposta deliberativa promossa dalle minoranze per quanto concerne il piano di diritto allo studio, approvazione delle modifiche ai criteri per il rilascio dei nuove autorizzazioni a bar e ristoranti e, dulcis in fundo, la modifica del regolamento comunale, chiesta a gran voce da più parti e necessaria per evitare sproloqui e interventi fuori controllo ad ogni minima questione. Infine, la consueta lunga serie di interrogazioni promosse dalle minoranze. Si consigliano termos di caffè e tanta pazienza.        

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Pubblicato il 29 Novembre 2005
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