Lollo Gergati, un varesino a Biella
Il giovane play dei piemontesi, cresciuto nelle giovanili della Pallacanestro Varese, presenta la sfida di sabato e parla dei ricordi che lo legano alla sua città natale
Lorenzo Gergati, figlio d’arte, è uno dei tanti prodotti del vivaio cestistico varesino. Classe 1984, è cresciuto prima alla Robur et Fides poi alla Pallacanestro Varese e al Campus (nella foto di repertorio). Ha militato nelle Nazionali giovanile under 18 ed under 20, dove ha giocato con gente come Belinelli e Bargnani.
Sabato scenderà in campo proprio contro la squadra in cui ha militato per anni a livello giovanile. Gergati infatti gioca da due stagioni nell’Angelico Biella, formazione che sabato verrà a Varese per dare l’assalto all’imbattibilità casalinga della Whirlpool. Per “Lollo” – soprannome che si porta dietro proprio dagli anni varesini delle giovanili – si tratta di una partita speciale. Tanti sono i ricordi che lo legano alla sua città natale, grande l’emozione che prova ogni volta che calca il parquet di Masnago.
Gergati, cosa significa per te giocare contro la Pallacanestro Varese?
«Si tratta di una partita particolare. Ho sempre tifato e tifo tuttora per Varese, appena finisco di giocare con l’Angelico corro subito a vedere il risultato della Whirlpool. Sono cresciuto seguendo i Roosters di Meneghin e Pozzecco, ho giocato per anni nelle giovanili: tutti ricordi incancellabili. A Varese naturalmente ho anche molti amici e parenti, in questa città sono cresciuto sia umanamente che cestisticamente, le sarò sempre legato in modo particolare».
Già, però tu sei pur sempre un giocatore di Biella. Come vedi la sfida di sabato?
«Varese è molto forte, soprattutto tra le mura amiche, dove è stata in grado di battere formazioni che disputano l’ Eurolega come Bologna e Siena. È una squadra che difende duro, non ti lascia giocare. Noi proveremo a metterla in difficoltà tenendo alto il ritmo della gara, giocando in velocità e puntando molto sul contropiede».
Le due squadre hanno una cosa in comune in questo inizio di stagione: sono fortissime in casa ma fragili in trasferta.
«È vero, entrambe riescono ad esprimere in pieno il proprio potenziale solamente in casa. Penso sia una questione di fiducia: tra il pubblico amico si gioca più rilassati e la qualità del gioco espresso è maggiore».
Tre partite vinte e tre perse fanno sei punti ed una posizione in classifica appena sotto le grandi: dove vuole arrivare questa Biella?
«È ancora presto per poter fare previsioni, bisogna aspettare almeno la fine del girone d’andata. Una cosa però è certa: se vogliamo ambire ad un posto nei playoff dobbiamo imparare a vincere anche lontano da casa».
Parliamo di te. Questo è il tuo secondo anno in serie A, sei il primo cambio per il ruolo del play, hai raggiunto una certa maturità: cosa ti aspetti da questa stagione?
«Sicuramente ho più spazio rispetto all’anno scorso. Ho un buon minutaggio, intorno ai dieci minuti, che possono diventare anche 15-20 se gioco bene o se esigenze di squadra lo richiedono. In questo campionato non mi aspetto comunque nulla di speciale, sono giovane e devo ancora migliorare molto. Cerco di imparare dai giocatori più esperti, è l’unica strada per crescere».
Sabato forse ci sarà, almeno in panchina, il tuo amico e coetaneo Federico Bolzonella, che quest’anno non ha ancora debuttato per la pubalgia: vuoi mandargli un messaggio?
«Gli mando un abbraccio ed un grande in bocca al lupo perché torni presto a giocare. Il Bolzo è un amico, oltre ad essere un grande giocatore è anche una persona super. Spero che rientri presto e faccia ancora meglio dell’anno scorso, le potenzialità ci sono tutte».
E tu invece, nel tuo futuro vedi Varese?
«Ho un contratto con Biella che scade nel giugno 2006, dopo quella data non so cosa farò. Posso però dire che giocare a Varese sarebbe il massimo, un’esperienza stupenda. Tornare in prima squadra dopo aver militato nelle giovanili sarebbe la realizzazione di un sogno».
Varese per te è anche la Robur: hai visto che inizio di stagione strepitoso sta facendo?
«Certo, quando riesco seguo volentieri anche la Robur, l’altro giorno ho visto la partita contro Como in tivù. Penso che l’Abc sia una buona squadra, giovane e coperta in ogni ruolo. Spero vivamente che, dopo la beffa dell’anno scorso, riesca ad ottenere la promozione. Se lo meritano i ragazzi, se lo merita un grande allenatore come Zambelli».
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